Il Tirreno

Pistoia

Vitalizi per 800mila euro all'anno

Tiziana Gori
Vitalizi per 800mila euro all'anno

Ecco la "pensione" degli ex parlamentari e consiglieri regionali pistoiesi

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 PISTOIA. Un milione e mezzo di euro lordi all'anno. È la cifra che sarebbe risparmiata dai contribuenti pistoiesi con l'abolizione della Provincia, l'eliminazione dei vitalizi di parlamentari e consiglieri regionali, l'abolizione del Consorzio Ombrone.  Secondo l'Idv, che ha dato il via a una raccolta firme per raggiungere il quorum necessario ad un referendum, a livello nazionale sarebbero risparmiati 16 miliardi di euro annui. Di cui 1,1 ascrivibili ai costi del personale politico e 2 ai vitalizi di consiglieri regionali ed ex parlamentari.  Vediamo le cifre a livello locale. Per le indennità della presidente Federica Fratoni, degli otto assessori e del presidente del consiglio provinciale è stata raggiunta nel 2010 la cifra lorda di 534.963,96 euro, a cui vanno sommati i 191.654 euro dei gettoni di presenza dei consiglieri provinciali (in totale quasi 727mila euro).  A questi sommiamo i 50mila euro lordi di Paolo Bargellini, presidente del Consorzio Ombrone (caustico il suo commento al riguardo: «C'è un errore di fondo, i Consorzi di bonifica non rientrano nella fiscalità generale e non sono pagati da tutti i cittadini»), i 219mila euro di parlamentari e senatori, e i circa 600mila euro dei consiglieri regionali.  I consiglieri in carica fino all'entrata in vigore dell'euro percepiscono qualcosa in meno rispetto ai loro colleghi in carica dopo il 2001. Così Wanda Wanderlingh, ad esempio, consigliere dal 1975 al 1980, riceve per un quinquennio in Regione un vitalizio di poco inferiore ai 1000 euro mensili. Di 1800 euro mensili il vitalizio di Giancarlo Niccolai, in carica dal 1980 al 1990. Agostino Fragai, assessore fino al 2010, percepisce un vitalizio più alto, stimabile in circa 3500 euro al mese. Più alto ancora quello di Vannino Chiti - attualmente vice presidente del Senato - che per cinque anni è stato presidente della giunta regionale.  Tra i consiglieri attualmente a Firenze, Caterina Bini ha già maturato il diritto al vitalizio, mentre per Venturi - se questo istituto sopravviverà - lo maturerà tra quattro anni.  Favorevoli ad un compenso «più sobrio», o comunque ad una revisione del sistema, le ex consigliere Daniela Belliti (Ulivo, dal 2005 al 2010), Iole Vannucci (Forza Italia-Popolari, 1995-2000), Annamaria Celesti (Forza Italia, 2000-2010). «Il vitalizio - commenta Daniela Belliti - è legato a una fase ormai tramontata, in cui si pensava alla politica come a una professione».  «La legge è cambiata nel 2005 - ricorda Celesti - Fino ad allora la Regione aveva un'assicurazione privata con una compagnia di assicurazione, che accantonava un decimo del nostro compenso. Alla scadenza del mandato era possibile ritirare la cifra e farci un proprio fondo pensione (scelta attuata sia da Celesti nel primo mandato che da Vannucci, ndr). Dal 2005 in poi il riscatto a fine mandato non è più stato possibile ed è diventato obbligatorio il raggiungimento del sessantesimo anno di età per percepire il vitalizio».  Va sicuramente meglio agli ex parlamentari. Tra questi ce ne sono alcuni addirittura dimenticati, come Roberto Ulivi, ex deputato del Movimento sociale: una sola legislatura gli ha fruttato un vitalizio di quasi 40mila euro lordi all'anno. Anche l'ex assessore alla cultura del Comune, Rosanna Moroni, gode di un vitalizio che si aggira sui 38mila euro, così come Galileo Guidi, medico e già sindaco di Pescia. Anche Riccardo Bruzzani, direttore della Confesercenti provinciale, ha occupato uno scranno parlamentare: per lui un vitalizio superiore ai 40mila euro all'anno grazie ai 10 anni di contributi.  Al top degli ex parlamentari c'è Renzo Innocenti che con 20 anni di contributi, tra poco incasserà un vitalizio superiore ai 63mila euro.

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