Il Tirreno

Pistoia

In montagna turismo in caduta libera

Una veduta di San Marcello e, a destra Riccardo Chelucci
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Una veduta di San Marcello e, a destra Riccardo Chelucci

Negli alberghi di Cutigliano e San Marcello arrivi e presenze giù anche del 50%

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 PISTOIA. Complessivamente, tra settore alberghiero e settore extralberghiero, il trend rimane positivo sia per gli arrivi che per le presenze. Ma le medie, si sa, spesso nascondono delle sorprese. Così, se per l'area cittadina e della Piana l'andamento turistico ha fatto segnare anche a maggio percentuali in crescita, la stessa cosa non si può dire per quella fascia della nostra provincia che dalla collina arriva fin sulla montagna.  Qui i dati in caduta libera evidenziano una situazione critica per la ricettività alberghiera. E per la stagione estiva in corso gli addetti ai lavori annunciano un bilancio ancor più drammatico. Sulla Montagna pistoiese, nel mese di maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno la diminuzione degli arrivi è stata del 14,55% e quella delle presenze del 21,04%. Una discesa trainata dalle variazioni negative di San Marcello (-8,86% gli arrivi e -2,92% le presenze) e Cutigliano (-18,10% e -45,61%).  Dati, questi, che però sono una media tra settore alberghiero e settore extralberghiero. Prendendo in considerazione solo il primo, a maggio San Marcello ha fatto registrare cali ben più pesanti: -38,28% e -29,86%. Così come Cutigliano: -27,96% e -53,62%.  Si aggrava perciò la situazione complessiva per quanto riguarda il periodo gennaio-maggio. Sempre considerando il complesso delle due tipologie ricettive, il quadrante montano, nonostante l'incremento degli arrivi (+6,52%), subisce ancora una flessione delle presenze (-3,05%), dovuta alla non completamente positiva performance di Abetone (+8,29% arrivi e -1,45% presenze) e a quella negativa di San Marcello (-21,56% arrivi e -25,35% presenze), con Cutigliano che si attesta ancora, per gli incrementi guadagnati nei mesi precedenti, su valori positivi (+14% arrivi e +8,43% presenze).  «Questi sono i dati di maggio - commenta Riccardo Chelucci, presidente provinciale di Asshotel Confesercenti - ma per questa stagione estiva si parla già di una situazione in caduta libera per il settore alberghiero. E non ho dubbi nel confermarlo. La crisi riguarda tutta quella fascia di turismo verde che va dalla collina a Cutigliano e che non è agriturismo. Le cause sono molteplici. Primo, non esiste una politica di promozione per il turismo verde. E questo vale per tutta la Toscana. Poi c'è il problema delle infrastrutture: basta pensare ai tagli alla Porrettana, o agli uffici postali o alle banche che chiudono. E i trasporti: venire sulla nostra montagna (come, del resto a Pistoia) dall'areoporto di Pisa è praticamente impossibile, a meno che non si prenda un taxi, che però viene a costare di più che un biglietto aereo da Copenaghen».  «Certo - conclude Chelucci - mancano anche imprenditori che investono: ma come possono farlo se poi non hanno un ritorno economico?».

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