Il Tirreno

Pistoia

In due anni ha coinvolto 1.462 aziende provinciali ed oltre 4.000 dipendenti

Fa boom anche la cassa in deroga

Fabio Calamati
Fa boom anche la cassa in deroga

Beneforti (Cgil): «Numeri pesanti. Settembre sarà durissimo»

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 PISTOIA. Sono 1.462 le unità produttive (aziende o stabilimenti di aziende con più di una sede) pistoiesi che dal settembre 2009 al luglio 2010 hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga. Si tratta del 17,7% del totale regionale: numeri più alti ce li ha solo la provincia di Firenze, con 2.078 unità produttive coinvolte. Dopo Pistoia vengono Arezzo (1.200) e Prato (1.082).  A dirlo è la terza edizione di Focus Economia, lo studio messo a punto dall'Ires (l'istituto economico della Cgil) e pubblicato pochi giorni fa sul sito Internet della Cgil regionale.  La cassa integrazione in deroga è lo strumento anticrisi che viene utilizzato per i lavoratori di quelle imprese che non hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria, vuoi perché troppo piccole, vuoi perché operanti in settori come i servizi, vuoi infine perché le ore di cassa integrazione ordinaria sono già state esaurite.  Ancora un campanello d'allarme, quindi, per l'economia pistoiese, le cui caratteristiche peculiari (la specializzazione in molti settori differenti e il predominio di piccole e piccolissime imprese) a quanto pare non la mettono al riparo dal terremoto economico che sta sconvolgendo buona parte del pianeta.  Proprio i dati Ires forniscono anzi una controprova. Se si guarda infatti al numero di lavoratori interessati alla cassa in deroga (4.016 secondo la Regione, di cui 2.163 donne), viene fuori che la provincia di Pistoia è soltanto quinta in Toscana (vedi tabella), preceduta da Firenze (11.009 lavoratori), Arezzo (6.791) e Prato (6.188) e quasi alla pari con Pisa (4.211). Insomma, i lavoratori coinvolti sono più o meno quelli che ci si aspetterebbe. Sono le imprese ad essere molte di più, per via delle loro piccole dimensioni e della loro debolezza strutturale.  La ricerca dell'Ires rivela anche che in media la lunghezza della cassa integrazione in deroga richiesta è di 84 giorni (su 120 teoricamente richiedibili), che dura di più per gli uomini (87 giorni) che per le donne (80) e che nell'88,8% dei casi alla fine del periodo si rientra al lavoro (quest'ultimo dato riguarda solo Pistoia; nel resto della Toscana va molto peggio).  «Anche questi dati - commenta la segretaria provinciale della Cgil Gessica Beneforti - confermano che ci attende a settembre una ripresa difficilissima. C'è una situazione di generale difficoltà, espressa anche dai numeri della cassa integrazione in deroga, a cui si aggiungono specifiche vertenze, come quelle della K2, della Infrma o della Incom. I settori più in difficoltà sono quelli del tessile abbigliamento e del legno-mobile. Per non parlare delle preoccupazione per la nostra azienda maggiore, AnsaldoBreda».  Lunedì la segreteria provinciale Cgil tornerà a riunirsi per fare il punto sulla situazione e mettere in cantiere le prime iniziative. «Stiamo preparando la mobilitazione contro la manovra del governo - conclude Beneforti - ci sarà bisogno di un grande sforzo da parte di tutti».

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