Il Tirreno

Pistoia

Il pensionato era andato a fare funghi

Un anno di inutili ricerche Roberto Nanni è sparito

A sinistra, l’avvocato Fausto Malucchi. A destra Roberto Nanni il pensionato scomparso mentre cercava funghi nel bosco
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A sinistra, l’avvocato Fausto Malucchi. A destra Roberto Nanni il pensionato scomparso mentre cercava funghi nel bosco

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 PISTOIA. Era andato a cercare funghi nei boschi di Pian di Novello. O almeno così raccontarono i due amici che dissero di essere insieme a lui quella mattina.  Si pensò a un tragico incidente: l'ennesimo fungaiolo vittima di una fatale caduta. Ma c'è anche chi, nei mesi successivi, ha avanzato ipotesi diverse, sempre più inquietanti. Una fuga verso una nuova vita? O peggio: un omicidio?  Dopo la presentazione di un esposto da parte dei legali della famiglia, la procura ha anche aperto un'inchiesta: interrogatori, accertamenti bancari, riscontri telefonici... Fatto sta che esattamente da un anno, dal 20 agosto 2010, di lui si è persa ogni traccia.  Roberto Nanni, tappezziere in pensione di Bottegone, è scomparso nel nulla. Da allora, nessuna notizia, nessun avvistamento. Neppure dopo i ripetuti appelli lanciati nel corso della trasmissione televisiva di Rai Tre "Chi l'ha visto". Oggi Roberto Nanni avrebbe 62 anni. Se fosse vivo. Come, nonostante siano passati 12 mesi da quando lo ha salutato per l'ultima volta, continua ancora a sperara la sorella Lia, che con lui viveva in via Cason dei Capecchi.  La mattina del 20 agosto dello scorso anno, nel bosco insieme all'ex tappezziere ci sarebbe stato anche l'amico Massimo Mungai, dipendente dell'ufficio economato della Provincia. L'altro amico, che sarebbe andato sui monti con loro, Dorando Fochi, sarebbe invece rimasto vicino all'auto: non riusciva a camminare bene a causa di un dolore ad una gamba. Entrambi, dopo l'apertura dell'inchiesta, sono stati interrogati dalla polizia giudiziaria. E avrebbero confermato la loro versione: Roberto Nanni era svanito nel nulla nei boschi del Balzo delle Fate; inutilmente i due l'avevano atteso all'auto per tornare a casa.  Nei giorni e nei mesi successivi tutta la zona è stata battuta palmo a palmo da centinaia di persone, volontari e forze dell'ordine. Nessuna traccia né dell'eventuale cadavere del tappezziere né dei suoi oggetti personali.  E' stato proprio l'esito negativo delle ricerche a convincere i legali che rappresentano Lia Nanni, sorella di Roberto, a presentare un esposto alla procura della Repubblica. Un esposto che, oltre a suggerire nuove indicazioni sul tipo di indagini che secondo gli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi dovrebbero essere condotte, aveva lanciato una nuova ipotesi: qualcuno avrebbe ucciso Roberto Nanni e occultato il cadavere.  «Da parte della procura - spiega l'avvocato Malucchi - non ci sono novità. E questo vuol dire che le indagini proseguono, che non c'è stata alcuna richiesta di archiviazione. Sappiamo che gli inquirenti hanno seguito alcune delle piste che noi abbiamo ipotizzato nell'esposto, con un esito che però non ci è noto. Noi, ad oggi, abbiamo solo una certezza: Roberto Nanni è morto. E il fatto che, nonostante le accurate ricerche, il cadavere non sia stato rinvenuto ci fa pensare che sia stato occultato. Da chi, dove, per quale motivo non lo sappiamo. Siamo di fronte a un giallo. Un giallo in cui però non solo dobbiamo scoprire chi sia l'assassino ma anche se c'è una vittima».

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