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Pistoia

In montagna strage di poltrone: il decreto di Ferragosto elimina 11 assessori e 40 consiglieri

Fabio Calamati
In montagna strage di poltrone: il decreto di Ferragosto elimina 11 assessori e 40 consiglieri

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PISTOIA. Colpisce a fondo in montagna la scure del decreto di Ferragosto, che non si limita ad abolire le province sotto i 300.000 abitanti, come Pistoia. Già era emersa la condanna per Abetone, unico comune pistoiese sotto i mille abitanti e come tale condannato a scomparire come ente autonomo e a fondersi con il vicino Cutigliano.

Ma c'è di più. Poltrone addio. Secondo il testo varato dal consiglio dei ministri i Comuni con popolazione tra i 1.000 e i 3.000 abitanti non potranno avere più di due assessori e di cinque consiglieri, tra i 3.000 e i 5.000 tre assessori e sette consiglieri e tra i 5.000 e i 10.000 quattro assessori e nove consiglieri.

Il capoluogo ovviamente non è toccato da questi tagli. Ma neanche gli altri comuni della piana: da Quarrata, con 25.286 abitanti, a Montale, con i suoi 10.709, tutti scampano alle forbici su consigli e giunte, che scattano sotto i 10.00 abitanti.

È invece in montagna che i tagli governativi - se il testo rimarrà quello attuale - faranno strage di poltrone: sono ben 7 gli assessori destinati a veder evaporare il posto in giunta, e 28 i consiglieri comunali.

Se poi ci si aggiungono anche gli amministratori orfani della scomparsa del Comune di Abetone, si arriva alle rispettabili cifre di 11 assessori e 40 consiglieri comunali in meno.

I conti sono del resto molto facili: Piteglio, Sambuca e Cutigliano hanno una popolazione che oscilla tra i 1.587 dell'ultimo e i 1.837 del primo (i dati citati sono di fonte Istat, riferiti al 1º gennaio 2010). Tutti, quindi, conosceranno una riduzione del consiglio comunale da 12 a 5 consiglieri e un taglio alle giunte da 5 a 2 assessori.

San Marcello, con i suoi 6.871 abitanti, non è certo al riparo dai tagli (la soglia scatta oltre i 10.000 abitanti). Perderà 7 consiglieri (passando da 16 a 9) e un assessore (giunta da 5 a 4).

Quanto si risparmia. Quanto può valere un taglio del genere sui piccoli comuni montani? Una stima richiede assunzioni alquanto arbitrarie, ma se non si pretende una eccessiva precisione, si può ipotizzare che la sparizione dei gettoni di presenza dei consiglieri "tagliati" valga su base annuale qualcosa come 4.000 euro. I veri risparmi si hanno sulle giunte.

L'assessore in meno a San Marcello consentirebbe di risparmiare 13.400 euro circa. I tagli alle altre giunte comunali dovrebbero valere 48.600 euro più o meno.

Naturalmente, tutto questo calcolando le indennità lorde per intero: ma se un amministratore è dipendente e non chiede l'aspettativa, l'indennità si dimezza. Per fare un esempio, un assessore a San Marcello ha diritto ad una indennità lorda di 1.118 euro, ma se è dipendente e rinuncia all'aspettativa, si metterà in tasca al netto meno della metà di quella cifra.

Abetone sopravvive? Fin qui i tagli agli organi amministrativi. Abetone, come detto, è l'unico Comune sotto i mille abitanti, che quindi è destinato a sparire.

Ma tra le pieghe del decreto di Ferragosto c'è forse una scappatoia: la futura unione dei Comuni tra Abetone e Cutigliano netterebbe insieme meno di 2.300 abitanti, mentre la soglia per costituire le unioni è di 5.000 abitanti.

E allora? Secondo molti piccoli Comuni in questo caso non si applica il taglio di giunta e consiglio comunale e l'indipendenza sarebbe preservata. Sarà comunque la Regione - come prevede lo stesso decreto ferragostano - a definire i tetti di popolazione più adatti: anche in questa materia, quindi, le novità arriveranno da Firenze.

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