Attenzione
Bocciate le "classi pollaio"
Luca Giuntini
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Da sinistra studenti in classe l’assessore Paolo Magnanensi e il ministro GelminiSentenza del Consiglio di stato dà torto al ministro Gelmini
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PISTOIA. Da ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini i voti è abituata a darli, non a riceverli. Adesso però i ruoli si rovesciano: il Consiglio di Stato ha bocciato alcuni provvedimenti del 2008 del ministro, quelli che consentivano la formazione di classi molto numerose e portavano con sé i robusti tagli agli organici attuati lo scorso anno. Il giudizio davanti al Consiglio era stato promosso da genitori e studenti di tutta Italia: una vittoria anche per la Provincia di Pistoia, intervenuta a sostegno del giudizio con la propria avvocatura. La decisione dei giudici del Consiglio provoca conseguenze dirette anche sul territorio pistoiese: da un lato si apre la strada a una serie di ricorsi che i docenti, rimasti esclusi dal posto nei passati anni scolastici, potrebbero presentare davanti al giudice del lavoro, rivendicando il proprio incarico; dall'altro, più indirettamente, si dà ragione alla battaglia che Provincia e Comuni stanno portando avanti contro le classi sovraffollate e a favore della sicurezza scolastica. Il Consiglio di Stato, come organo giurisdizionale di secondo grado, si è espresso in merito al giudizio promosso davanti al Tar del Lazio da studenti e genitori: in particolar modo i giudici hanno bocciato una circolare e un'ordinanza del ministero dell'Istruzione che andavano ad applicare i tagli alla scuola conseguentemente alla manovra finanziaria del 2008. I provvedimenti bocciati riguardano l'iscrizione alla scuole superiori per l'anno scolastico 2010/2011, i termini delle procedure e delle modalità di mobilità del personale docente, educativa e Ata sempre per l'anno scolastico appena trascorso. I giudici quindi hanno annullato i tagli al personale docente, in quanto "adottati senza tenere conto del parere della Conferenza Unificata, la cui acquisizione costituisce una passaggio procedimentale ineludibile". «Oltre ad aver effettuato tagli indiscriminati, questo giudizio del Consiglio di Stato mostra come il Governo sia anche poco attento alle procedure tecniche - commenta Paolo Magnanensi, assessore provinciale all'istruzione - Certo il ministero farà a sua volta ricorso, e francamente, non so se sulla faccenda potremo mai mettere la parola fine. Resta però il fatto che un organo di secondo grado ha dato ragione a insegnanti, genitori, studenti e anche a noi come Provincia, bocciando la linea del Ministro Gelmini. Tra l'altro gli effetti di questa decisione potrebbero avere influenza anche su un altro giudizio, quello tuttora pendente davanti al Tar del Lazio, contro i tagli agli organici dell'anno scolastico in partenza a settembre». Una vittoria più formale che sostanziale, che potrebbe però dare nuova forza alla politica della Provincia e dei Comuni contro il sovraffollamento delle classi.
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