Lutto
I SINDACI
Abetone vuole l'indipendenza, Cutigliano la maxi-fusione
Elisa Valentini
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ABETONE. «Mi sembra che la Finanziaria sia ancora poco chiara e tutti i giorni ci sono delle modifiche nuove. Comunque vada, che gli accorpamenti si facciano o no, credo il governo dovrà trovare delle soluzioni per salvare tutte quelle realtà turistiche che, pur piccole per dimensioni ed abitanti, sono grandi per la loro fama poiché hanno fatto la storia vera del turismo italiano». Una settimana dopo la stangara di Ferragosto che - tra l'altro - ha condannato a morte il Comune di Abetone - il sindaco Giampiero Danti non ha cambiato idea: ci siano o no scappatoie nel decreto, lui vuole che sia il governo a salvare il suo Comune dalla mannaia. «Parlo di Abetone - continua - come di Sestrière e Cortina.
Non si possono fare sparire tali realtà, occorre che queste località che hanno un'economia autonoma, caratteristica dal punto di vista turistico e che funziona non perdano la loro autonomia. Se occorrono risparmi, credo che la miglior soluzione sia andare verso i servizi associati. Associare tutti i servizi possibili e immaginabili, ma mantenere l'autonomia amministrativa». Il "vicino" Carluccio Ceccarelli, primo cittadino di Cutigliano (e destinato per questo ad "assorbire" Abetone in caso di fusione) la pensa invece in modo opposto. Anzi, va oltre.
«Penso che i Comuni al di sotto di 5.000 abitanti andranno in ogni caso a sparire. Questa manovra è propedeutica al passo decisivo verso il Comune unico. Personalmente, sono vent'anni che sostengo che il futuro di una zona come la montagna pistoiese, dal territorio omogeneo e vasto da amministrare, sia da cercare necessariamente in un unico comune con un solo sindaco e una sola amministrazione».
Non si possono fare sparire tali realtà, occorre che queste località che hanno un'economia autonoma, caratteristica dal punto di vista turistico e che funziona non perdano la loro autonomia. Se occorrono risparmi, credo che la miglior soluzione sia andare verso i servizi associati. Associare tutti i servizi possibili e immaginabili, ma mantenere l'autonomia amministrativa». Il "vicino" Carluccio Ceccarelli, primo cittadino di Cutigliano (e destinato per questo ad "assorbire" Abetone in caso di fusione) la pensa invece in modo opposto. Anzi, va oltre.
«Penso che i Comuni al di sotto di 5.000 abitanti andranno in ogni caso a sparire. Questa manovra è propedeutica al passo decisivo verso il Comune unico. Personalmente, sono vent'anni che sostengo che il futuro di una zona come la montagna pistoiese, dal territorio omogeneo e vasto da amministrare, sia da cercare necessariamente in un unico comune con un solo sindaco e una sola amministrazione».
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