La manifestazione
Secondo Legambiente, siamo una terra di bracconieri
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PISTOIA. Provincia virtuosa dal punto di vista ambientale se non fosse per i reati contro gli animali. Lo dice Legambiente sul suo rapporto annuale Ecomafia 2011, uno studio che fotografa 110 province italiane in base ai reati ambientali commessi sul territorio nel corso del 2010: reati penali dietro i quali spesso si nasconde la piccola e grande criminalità che vanno dallo smaltimento illecito dei rifiuti alla presenza di discariche abusive, fino alle frodi alimentari, passando appunto per i reati commessi contro gli animali, come il bracconaggio e il traffico illecito di cuccioli.
Alla classifica generale sull'illegalità ambientale, che tiene conto di tutti i reati commessi, l'associazione ambientalista fa seguire quattro graduatorie, ognuna mirata su una categoria di infrazioni: ciclo dei rifiuti, abusivismo edilizio, reati contro gli animali, incendi dolosi. Mentre a livello nazionale i reati penali accertati in campo ambientale aumentano di anno in anno superando quota 30 mila (più di 84 reati al giorno) con un incremento del 7,8% rispetto al 2009, Pistoia e provincia può dirsi "isola felice": il territorio pistoiese infatti, in base a dati raccolti da tutte le Forze dell'Ordine (Corpo Forestale, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia...) si trova ai gradini più bassi delle classifiche stilate da Legambiente, ovvero nelle posizioni più virtuose.
Fa eccezione la classifica relativa ai reati contro gli animali: dal bracconaggio al commercio di specie protette, dal maltrattamento al mancato rispetto delle regole venatorie, la provincia di Pistoia occupa la 20º posizione su 110 province italiane con 64 infrazioni accertate in tutto il 2010. In Toscana peggio di Pistoia solo Firenze, terza, e Livorno, tredicesima. «Quello del traffico degli animali è un fenomeno nuovo per Pistoia, sviluppatosi soprattutto negli ultimi anni - commenta Antonio Sessa, presidente Legambiente Pistoia -.
Seppur non si possa parlare di ecomafia, ad eccezione che per il sequestro della discarica del Cassero, i dati sono indiscutibili e mostrano come Pistoia debba prestare molta attenzione ai reati contro gli animali, a partire dal bracconaggio. La nostra associazione ha in corso 20 costituzioni per parte civile in diversi procedimenti: una volta racimolato un po' di denaro l'idea è quella di creare un fondo per la piantumazione di nuove piante in città. Il verde non è mai abbastanza».
Nell'ultimo anno le forze dell'ordine hanno accertato 5.835 reati commessi contro la fauna, quasi 16 al giorno: +13,2% rispetto al 2009. Crescono anche le denunce, che passano da 2.933 a 3.323, mentre diminuiscono gli arresti (7) e i sequestri (2.121). Cifre che sintetizzano l'ampio ricorso ai crimini contro numerose specie animali, finite nel "circo" dell'ecomafia: un business che ogni anno muove circa 3 miliardi di euro. Ma c'è chi le cifre sui reati contro gli animali preferisce leggerle in chiave positiva, quella cioè di una maggiore attività repressiva contro gli abusi alla fauna. «Dal nostro punto di vista Pistoia è una città sensibile e molto attenta alla salvaguardia degli animali - afferma Rossella Ghelardini, presidente Enpa Pistoia -.
Dall'inizio del 2011 abbiamo effettuato oltre 100 sopralluoghi derivanti da segnalazioni di cittadini. La maggior parte di queste richieste avevano come oggetto le cattive condizioni di custodia degli animali: da recinti troppo piccoli e sporchi ad animali in cattivo stato di salute. Tre in particolare i problemi che emergono dalle segnalazioni che ci arrivano quotidianamente e che riguardano soprattutto i cani da caccia: box e cucce troppo piccole, la mancanza del microchip nell'animale e la coercizione dello stesso attraverso catene troppo corte». Luca Giuntini
Alla classifica generale sull'illegalità ambientale, che tiene conto di tutti i reati commessi, l'associazione ambientalista fa seguire quattro graduatorie, ognuna mirata su una categoria di infrazioni: ciclo dei rifiuti, abusivismo edilizio, reati contro gli animali, incendi dolosi. Mentre a livello nazionale i reati penali accertati in campo ambientale aumentano di anno in anno superando quota 30 mila (più di 84 reati al giorno) con un incremento del 7,8% rispetto al 2009, Pistoia e provincia può dirsi "isola felice": il territorio pistoiese infatti, in base a dati raccolti da tutte le Forze dell'Ordine (Corpo Forestale, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia...) si trova ai gradini più bassi delle classifiche stilate da Legambiente, ovvero nelle posizioni più virtuose.
Fa eccezione la classifica relativa ai reati contro gli animali: dal bracconaggio al commercio di specie protette, dal maltrattamento al mancato rispetto delle regole venatorie, la provincia di Pistoia occupa la 20º posizione su 110 province italiane con 64 infrazioni accertate in tutto il 2010. In Toscana peggio di Pistoia solo Firenze, terza, e Livorno, tredicesima. «Quello del traffico degli animali è un fenomeno nuovo per Pistoia, sviluppatosi soprattutto negli ultimi anni - commenta Antonio Sessa, presidente Legambiente Pistoia -.
Seppur non si possa parlare di ecomafia, ad eccezione che per il sequestro della discarica del Cassero, i dati sono indiscutibili e mostrano come Pistoia debba prestare molta attenzione ai reati contro gli animali, a partire dal bracconaggio. La nostra associazione ha in corso 20 costituzioni per parte civile in diversi procedimenti: una volta racimolato un po' di denaro l'idea è quella di creare un fondo per la piantumazione di nuove piante in città. Il verde non è mai abbastanza».
Nell'ultimo anno le forze dell'ordine hanno accertato 5.835 reati commessi contro la fauna, quasi 16 al giorno: +13,2% rispetto al 2009. Crescono anche le denunce, che passano da 2.933 a 3.323, mentre diminuiscono gli arresti (7) e i sequestri (2.121). Cifre che sintetizzano l'ampio ricorso ai crimini contro numerose specie animali, finite nel "circo" dell'ecomafia: un business che ogni anno muove circa 3 miliardi di euro. Ma c'è chi le cifre sui reati contro gli animali preferisce leggerle in chiave positiva, quella cioè di una maggiore attività repressiva contro gli abusi alla fauna. «Dal nostro punto di vista Pistoia è una città sensibile e molto attenta alla salvaguardia degli animali - afferma Rossella Ghelardini, presidente Enpa Pistoia -.
Dall'inizio del 2011 abbiamo effettuato oltre 100 sopralluoghi derivanti da segnalazioni di cittadini. La maggior parte di queste richieste avevano come oggetto le cattive condizioni di custodia degli animali: da recinti troppo piccoli e sporchi ad animali in cattivo stato di salute. Tre in particolare i problemi che emergono dalle segnalazioni che ci arrivano quotidianamente e che riguardano soprattutto i cani da caccia: box e cucce troppo piccole, la mancanza del microchip nell'animale e la coercizione dello stesso attraverso catene troppo corte». Luca Giuntini
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