Il Tirreno

Pistoia

Dopo il crollo del tetto, rabbia e incredulità tra i condomini

Dopo il crollo del tetto, rabbia e incredulità tra i condomini

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PISTOIA. Il volto pallido, Franca Guidotti sosta in strada accanto alle due figlie, Laila e Liviana. Si aggira con sguardo affranto alla casa. La guarda, poi guarda le figlie. Da una settimana è ospite della figlia minore Laila e del marito Andrea, a Lucca. Da due mesi sentiva ogni tanto scricchiolii e strani rumori. «Ma - spiega - pensavo a tarli nei mobili». Abita in via Belvedere dall'agosto del 1960, esattamente da 51 anni. Una ricorrenza amara, questo anniversario per lei. Fino agli anni70 la palazzina è stata in gestione all'Ater: edilizia popolare, ma di buona qualità.

Dal crollo sono state investite una camerina, la sala e la sua camera da letto. L'essere ospite della figlia le pare in questo momento ancor più un segno del destino. Parzialmente danneggiata anche l'abitazione di Leonardo Innocenti e Paola Sali. «Non conosciamo l'entità dei danni - commenta Innocenti - Intorno alle tre e mezza del mattino ci siamo accorti che qualcosa non andava. Siamo stati svegliati da alcuni rumori sospetti, abbiamo pensato a dei ladri, e abbiamo chiamato i carabinieri. Quando hanno aperto la porta dell'appartamento di Franca, da cui provenivano i rumori, hanno visto un buco nel solaio.

Continuavano a cadere calcinacci, hanno chiamato i vigili del fuoco». I quali hanno capito subito che era il caso di allontanare seduta stante le famiglie dall'edificio. La famiglia Innocenti vive di fronte a Franca Guidotti. «Ogni alloggio - spiega Leonardo - ha le stesse dimensioni. 87 metri quadrati: un salotto, due camere, una cameretta, una cucina, un bagno. Con il tempo abbiamo tutti acquistato gli alloggi, e sei anni l'edificio è stato ristrutturato dalla ditta Cozza (Cozza Domenico srl, nel frattempo fallita, ndr): un lavoro completo: tetto, facciate esterne, tubazioni, allacciamento alla fognatura».

Anche Carlo Celso e la moglie Federica guardano con un misto di sconcerto e stupore i pompieri al lavoro. Abitano in via Belvedere dal 1963. «L'abbiamo acquistata 15 anni fa da un precedente proprietario», spiega il signor Carlo. Sono scesi di corsa dall'Orsigna, dov'erano in vacanza. Anna osserva la palazzina e non riesce a trattenere le lacrime. Dino Manetti, la moglie Federica e una delle due figlie (l'altra è al mare), abitano al primo piano. Sono stati fatti uscire in tutta fretta dai vigili del fuoco e pochi minuti dopo il tetto è crollato.

«Vogliamo capire - si arrabbia Dino Manetti - com'è potuto succedere. Sono stati fatti dei lavori completi sei anni fa, non 60 anni fa. Il tetto era in buone condizioni». Circolano voci, tra gli addetti ai lavori, di un possibile sovraccarico di materiale sulla copertura al momento del rifacimento, forse con l'intenzione di proteggerla meglio. Saranno le perizie tecniche dei vigili del fuoco a stabilirlo. Intanto, dopo essere accorso sul posto, il geometra che nel 2005 ha diretto i lavori, Enrico Gonfiantini, specifica: «Non si è trattato di una ristrutturazione, ma di un intervento di manutenzione straordinaria, che ha riguardato le facciate e il cambio totale del manto di copertura, sotto al quale è stata apposta una nuova guaina». Tiziana Gori

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