Il Tirreno

Pistoia

Carcere, e ora lo sciopero della fame

Tiziana Gori
Un’immagine dall’alto del carcere di Santa Caterina in Brana
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Un’immagine dall’alto del carcere di Santa Caterina in Brana

La protesta di Pannella raccolta anche dai detenuti di Santa Caterina

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 PISTOIA. Centouno detenuti costretti in 26 celle, con uno spazio vitale di 6/7 metri quadrati per cella, compresi toelette, lavabo e tre brande. La maggior parte sono in attesa di giudizio, cioé in base alla legge, ancora innocenti. I detenuti del carcere di Santa Caterina in Brana hanno fatto lo sciopero della fame, per 24 ore, dalle 7 di ieri alle 7 di stamani.  Hanno aderito all'iniziativa di Marco Pannella, leader dei Radicali, che aveva chiesto a tutti i detenuti nelle carceri un gesto di protesta per portare all'attenzione dell'opinione pubblica le disastrate condizioni di vita nei penitenziari italiani.  «Nel nome della solidarietà e convinti di essere nel giusto». E' un passaggio iniziale della lettera firmata dai 101 detenuti del carcere pistoiese e affidata a Sauro Gori, responsabile della cooperativa sociale "In Cammino", una struttura di area cattolica che si occupa di favorire il reinserimento di ex detenuti.  Hanno chiesto a Gori che ne rendesse noto il contenuto, che cercasse di far capire a tutti «il grande disagio e la notevole ingiustizia», vissuti quotidianamente.  Per un giorno si sono «astenuti dall'assunzione di cibo», come invitava a fare Pannella, dalle 7 del mattino alle 7 del mattino successivo. La protesta, come noto, è stata indetta in tutte le carceri italiane. Non in tutte si è poi attuata, a Pistoia sì. I detenuti hanno inviato la loro lettera anche al comandante della polizia penitenziaria, e al sito della Diocesi di Pistoia.  Lo scorso 30 giugno - in occasione di San Basilide, patrono delle guardie penitenziarie - il vescovo Mansueto Bianchi ha celebrato la messa in carcere. In quell'occasione, ricordano dall'ufficio stampa della Diocesi, ha avuto parole assai esplicite contro lo stato di sovraffollamento trovato in Santa Caterina. Forte l'appello inviato da Bianchi «a cittadini e, in particolare i credenti in Cristo, a non dimenticare il carcere».  Per motivare il loro sciopero, annunciato su Radio Radicale da Marco Pannella, i detenuti hanno denunciato lo stato di «precarietà, illegalità e di ingiustizia della giustizia», con riferimento proprio alle condizioni di sovraffollamento nelle carceri italiane e, in specifico, nel carcere di Pistoia.  Nelle celle manca lo "spazio vitale":in 6/7 metri quadrati di cella («compresi toelette, lavabo e tre brande») vivono fino a tre detenuti, costretti in spazi così angusti addirittura 21 ore su 24. E molti di loro sono in attesa di giudizio (cioè, in base alla legge, ancora innocenti) o addirittura condannati ma poi rilasciati perchè innocenti.  «Non è colpa del detenuto - scrivono - se lo Stato non può garantire una giusta e legale, se non umana, detenzione: il sovraffollamento non giustifica che lo Stato possa impunemente commettere azioni illegali e contro i fondamentali diritti umani».  Precisano - i firmatari, chiedendo la solidarietà delle guardie - che il loro sciopero viene effettuato «nella massima disciplina e senza inutili esternazioni rumorose».

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