Il Tirreno

Pistoia

«In S. Caterina condizioni di vita disumane»

Radicali e Verdi: 117 detenuti in un carcere costruito per 74

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «117 detenuti in uno spazio studiato per 74; tra loro, 70 reclusi ancora in attesa di giudizio».  È stata presentata lo scorso 19 luglio un'interrogazione parlamentare sul carcere di Pistoia. A sottoscriverla, la deputata dei Radicali Rita Bernardini, membro della Commissine giustizia della Camera, all'indomani della visita alla casa circondariale di Santa Caterina, a cui hanno partecipato anche Matteo Angioli e Manila Michelotti, dei Radicali di Pistoia, e il consigliere comunale dei Verdi Lorenzo Lombardi.  Oggi pomeriggio, sul Globo, alle 18, i Radicali hanno organizzato un sit-in per denunciare il collasso del sistema penitenziario a livello nazionale. Aderiscono anche Arci provinciale, Arci Solidarietà Pistoia, Cgil, Federazione della Sinistra, Legambiente, associazione culturale Palomar, Soci Coop Pistoia e Verdi.  Saranno letti 840 necrologi di persone morte nelle carceri italiane dal 2002 ad oggi.  Nell'interrogazione la Bernardini descrive le condizioni di vita e di lavoro di detenuti e guardie carcerarie e chiede ai ministri della Giustizia e della Salute rapidi provvedimenti.  «Al momento della visita, il 18 luglio - spiega Rita Bernardini - erano presenti 117 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 74 posti; quelli in attesa di giudizio erano 70, mentre quelli con una condanna definitiva 47. Erano presenti 55 italiani, 17 albanesi, 12 rumeni, 11 marocchini, 3 tunisini, 2 serbi, 2 algerini, 2 della Repubblica Dominicana, e di altre 14 nazionalità. I tossicodipendenti detenuti erano 31».  La Bernardini denuncia la carenza di organico.  «Gli agenti di Polizia penitenziaria dovrebbero essere 79 unità, mentre quelli effettivamente in servizio sono 45, di cui uno prossimo alla pensione. C'è una guardia medica per 24 ore al giorno, due educatori, ma solo uno psichiatra, che si occupa anche dei colloqui dei nuovi arrivi, e un solo psicologo. Il direttore, occupandosi anche di altri istituti, presta servizio due volte a settimana».  Sulle condizioni di vita dei detenuti, la Bernardini riferisce che lo scorso anno si è verificato un suicidio e «quest'anno 37 casi di autolesionismo, tra cui scioperi della fame».  E aggiunge: «Le celle nella zona isolamento e transito sono indecenti: pareti scrostate e sporche, poca luce, gabinetto alla turca; la delegazione ha trovato tre detenuti in celle di 6 metri quadrati destinate originariamente ad una persona; in tale degrado igienico, civile e umano i detenuti vi passano 21 ore al giorno; in una cella dove erano presenti tre detenuti, da quattro mesi si trovava anche un giovane sieropositivo; in isolamento c'era un detenuto iracheno per il quale, quando stava nel carcere di Lucca, era stato programmato un intervento chirurgico alla cistifellea che è saltato a causa del trasferimento a Pistoia. Nel reparto "comuni" (media sicurezza), al piano terra, quasi tutte le celle di 6 metri quadrati ospitano 3 detenuti, in letti a castello a tre piani, il che rende praticamente impossibile perfino il semplice stare in piedi tutti nello stesso momento».  «Il problema è che non vengono investiti soldi - spiega Manila Michelotti - e gli stessi agenti si trovano a lavorare su turni molto pesanti. La maggioranza dei detenuti è in custodia cautelare, quindi reclusi prima di essere condannati». M.Q.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web