Il Tirreno

Pistoia

La Breda deve restare pubblica Tocca a tutti noi scendere in piazza

Marco Vettori

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Tutte le opinioni sono legittime: ma sulla vendita della Breda ai privati probabilmente si dimentica la storia, si esprimono concetti lontani dal guardare ad uno sviluppo Breda-Pistoia, al sistema economico locale così trainante per il settore dei trasporti nazionali, e con una forte pressione su tutti i mercati nazionali.  Si parte male, a mio modo di vedere. Breda è un gioiello di Stato che fa la differenza. Certo è necessario confrontarsi, ma con il pubblico, con l'interesse pubblico per la crescita del nostro Paese e per il suo sviluppo economico-sociale.  Mi domando: chi è quel privato che viene a Pistoia a non fare i propri interessi? Interessi che non saranno mai compatibili con una azienda che è nata, si è trasformata ed è cresciuta con forti sacrifici da parte dei lavoratori, dei tecnici, con il confronto costante coi vari gruppi dirigenti e con le istituzioni.  Fin dalla metà degli anni '50, con poco più di 500 addetti, c'erano progetti per nuovi capannoni. Poi ci sono state le lotte dei lavoratori, di tutta la comunità pistoiese e delle amministrazioni locali che crearono quella grande azienda che è arrivata ad avere 1.400 addetti interni e altre migliaia di persone coinvolte nell'indotto locale.  Fu una conquista di tutta la comunità, con orgoglio. Con orgoglio si è difesa fino ad ora. Perché non continuare, è tardi? Io sto con Rossi e sto con tutti coloro che si metteranno di traverso a questa operazione. Non ci può spaventare una battaglia, certo tanto meglio quanto più è partecipata in particolare da coloro che ci lavorano. Ma anche pensando a chi ci potrà lavorare, a quei tanti ragazzi pistoiesi che attendono da tempo di essere assunti.  Vedete, oltre alle produzioni pubbliche, in quella fabbrica si sono cimentati e cresciuti tanti ragazzi, persone che si sono impegnate nel sindacato, nelle amministrazioni locali e nazionali, è stato dato un grande contributo a tutta la società; la Breda di Pistoia coordinava il settore dei trasporti ed incideva nelle scelte nazionali.  Se adesso viene un privato, viene ora perché l'azienda fa gola, perché potrà aumentare il suo business e cancellare quella realtà dal punto di vista industriale e del suo indotto, la nostra storia, che ha dato tanto anche in termini di vite umane solo per averci lavorato.  Breda pubblica va difesa ad oltranza, costi quel che costi, anche personalmente.  Se si vuole che aumenti la fuga dei nostri giovani, il pendolarismo e la povertà si apra al privato. Vladimir Majakovskij diceva: "Questa società non è attrezzata per l'allegria, la gioia va strappata a viva forza".  Tocca di nuovo a noi, scendiamo in piazza qui e se non basta Pistoia ci trasferiremo a Roma.

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