Il Tirreno

Pistoia

La crisi morde il conto in banca

Marta Quilici
La crisi morde il conto in banca

Scesi del 7,2% in quattro anni i risparmi delle famiglie pistoiesi

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 PISTOIA. Le entrate mensili non bastano più a coprire tutte le spese e le famiglie pistoiesi mettono mano ai risparmi. Dal 2007 ad oggi i depositi bancari medi per famiglia in provincia sono diminuiti del 7,2%. Dall'inizio della crisi ad oggi, cioè, non solo non si riesce più a mettere da parte neanche un euro, ma per andare avanti si è addirittura costretti a intaccare il gruzzoletto accumulato in passato.  L'indagine di ieri del Sole24ore sulle capacità di risparmio in cento città italiane, colloca Pistoia all'88esimo posto, in fondo alla graduatoria. In Italia dal 2007 i depositi bancari medi per famiglia sono cresciuti di circa 1.500 euro. Variazione, però, che deve tenere conto dell'aumento del costo della vita: infatti, calcolando una crescita dei prezzi di circa il 6,8% (secondo l'indice di rivalutazione monetaria Istat su famiglie, operai e impiegati), i risparmi degli italiani risultano cresciuti in media di appena lo 0,6%. A Pistoia la situazione è ben peggiore: se il 31 dicembre 2007 una famiglia media poteva contare su risparmi per 22.436 euro, al 31 maggio 2011 il gruzzoletto è sceso a 22.347 euro. Calcolandoci l'inflazione, si arriva a una diminuzione reale del 7,2% rispetto al 2007.  Il malessere è condiviso con altre città toscane: Prato è al novantatreesimo posto con una flessione pari all'8,1%. La Toscana è in fondo alla classifica nazionale con il -4,1% di flessione dei risparmi, prima solo a Calabria, Molise, Marche e Umbria.  «Seppur generale - spiega il vicedirettore di Caripit Fabio Frilli - il dato risulta significativo per Pistoia in cui alcune situazioni aziendali hanno molto probabilmente portato le famiglie a metter mano ai propri risparmi. Continua però ad esserci anche chi ha la capacità di risparmiare e di produrre ricchezza, come ad esempio il settore del vivaismo».  Sia il vicedirettore della Banca cooperativa di Vignole Alessandro Pineschi che quello della Banca di Pistoia Paolo Giovannini, sottolineano che i 22.347 euro a famiglia non rappresentano la ricchezza complessiva dei risparmiatori pistoiesi. «Non tengono ad esempio conto delle obbligazioni bancarie - spiega Giovannini - a cui i risparmiatori fanno un sempre maggior ricorso a causa della minore remuneratività del conto corrente». Ma aggiunge: «Rimane preoccupante che sia Pistoia che Prato registrino una così netta flessione rispetto al resto dell'Italia. In provincia sono critiche le zone di Quarrata, Agliana, Montale e Monsummano. Tra i fattori principali, la delocalizzazione delle imprese che ha causato una minor produzione di ricchezza sul territorio».  «Sulla diminuzione della capacità di risparmiare delle famiglie - spiega Pisaneschi - influisce la forte disoccupazione che attanaglia il territorio».

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