Italia
Confronto a viso aperto tra l’onorevole e l’ex segretaria provinciale
Il duello Belliti-Scarpetti
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Daniela Belliti e Lido ScarpettiMa l'applauso più forte è per l'architetto Suppressa
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PISTOIA. Dopo aver letto il libro di Daniela Belliti, in pochi avrebbero scommesso che l'autrice avrebbe potuto confrontarsi in un pubblico dibattito ad una festa del Pd con l'onorevole Lido Scarpetti, uno degli avversari politici "storici" dell'ex segretaria provinciale. "L'altra politica - Il Pd a Pistoia", non riserva infatti parole tenere a Scarpetti, Vannino Chiti, Gianfranco Venturi, Agostino Fragai e a buona parte del gruppo dirigente del partito, accusato senza mezzi termini di essere un sistema di potere preoccupato più di autoconservarsi che di fare politica in senso proprio. Un libro che ripercorre le acque agitatissime della politica pistoiese dal 2007, con l'elezione di Belliti alla carica di ultimo segretario provinciale dei Ds, al 2010, con le sue dimissioni dopo la sconfitta della candidata sostenuta dalla sua segreteria (Cecilia Turco) alle primarie per la presidenza della Provincia. Invece quel dibattito c'è stato, venerdì alla festa del Pd di Santomato. Seguito da un pubblico non folto ma molto attento, che è rimasto fin oltre mezzanotte, ed arricchito dalla presenza di un osservatore esterno ma interessato alle vicende interne del partito, l'architetto Alessandro Suppressa della Fondazione Michelucci. I due contendenti si sono dati reciprocamente atto della propria coerenza e correttezza. Per il resto Belliti e Scarpetti non hanno nascosto le divergenze, i punti di vista diversi - a volte opposti - che hanno sulla situazione di Pistoia e del partito. Belliti ha ripetuto la sua diagnosi - molto critica - sulla situazione della città, in particolare sulla gestione dell'urbanistica, condizionata dagli interessi dei costruttori e della rendita fondiaria. Quanto al partito, ha rivendicato la correttezza e l'utilità della sua battaglia di rinnovamento, motivata da spinte culturali e politiche che non hanno perso la loro utilità. Scarpetti ha replicato rivendicando il primato di una azione amministrativa realmente innovatrice perché capace di fare. Un solo simbolo: il recupero dell'ex Breda, che - ha sostenuto Scarpetti - si è messo in moto dopo anni di stallo non grazie alle ispirate ma irrealizzabili soluzioni ideate da architetti di valore (leggi piano De Carlo) ma perché la sua giunta decise di offrire ai privati innanzitutto il redditizio recupero dell'area ovest, dove sono stati realizzati case, uffici e negozi. Divisi, i due, anche sulla valutazione dello strumento delle primarie per selezionare il futuro candidato sindaco. Tiepido Scarpetti, che le accetta ma ci vede il rischio di un partito che abdica al suo ruolo e si fa simile alla politica berlusconiana; convinta sostenitrice Belliti, che ricorda come lo stesso Pd sia nato attraverso il coinvolgimento degli elettori. Tra i due contendenti, comunque, gli applausi più convinti li ha raccolti Alessandro Suppressa. Non tanto quando si è sostanzialmente unito alle critiche di Belliti sulla gestione urbanistica recente della città, quanto alla fine del dibattito, quando ha sollecitato il Pd ad aprirsi seriamente al contributo che può venire dal mondo degli intellettuali e delle professioni. «Se ci chiamano a partecipare nei forum ma poi le decisioni le prendono intorno a un caminetto, allora capisco chi vota a destra, dove queste cose succedono da anni e decide tutto uno. Ma questa mancanza di partecipazione e di democrazia il Pd non può permettersela, perché altrimenti non è più un partito di sinistra». F.Cl.
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