Il Tirreno

Pistoia

Un solo grido: giù le mani dalla Breda

Nella foto in alto l’intervento del presidente della Regione Rossi Qui sotto il sindaco Berti
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Nella foto in alto l’intervento del presidente della Regione Rossi Qui sotto il sindaco Berti

Il governatore Rossi, Berti e Fratoni contro l'ipotesi di vendere l'azienda

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 PISTOIA. «Se i vertici di Finmeccanica intendono vendere l'azienda, dovranno prima passare sul nostro corpo. Ho già mandato due lettere al governo, il "padrone" di Finmeccanica, e sto aspettando di essere ricevuto. C'è bisogno di una svolta produttiva, di un rilancio. Altrimenti, ci sarà una Regione di traverso, che si opporrà a questa svendita». Sono state parole decise, infuocate, quelle del governatore Enrico Rossi.  Il presidente della Regione ha parlato ieri mattina davanti ai cancelli di via Ciliegiole per la manifestazione indetta da Comune e Provincia contro l'ipotesi di vendita di AnsaldoBreda. Circa trecento le persone presenti, compresi numerosi esponenti politici e sindacali e diversi ex lavoratori in pensione. Nonostante si parlasse del futuro dell'azienda, quindi, il numero dei lavoratori era ben lontano dalle circa 900 unità in forza allo stabilimento pistoiese.  L'ipotesi di vendita era stata lanciata nei giorni scorsi dall'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi che di fronte a risultati economici ancora una volta deludenti, ha parlato apertamente di possibile vendita ad un gruppo straniero dell'azienda ferroviaria. Le dimissioni dell'amministratore delegato di Finmeccanica Salvatore Bianconi hanno poi accresciuto la preoccupazione in città.  Contro l'ipotesi di vendita da Pistoia si è levato un coro di no quasi unanime: dalla curia vescovile al vicepresidente del Senato Vannino Chiti, dalla maggioranza dei sindacati e partiti (non solo di centrosinistra) fino ai vertici di Comune e Provincia.  A dissociarsi dal presidio, il sindacato della Cisl. Anche Camera di commercio e Associazione industriali non hanno partecipato. Assenze non passate inosservate e che lo stesso sindaco ha voluto sottolineare dal palco di via Ciliegiole dicendosi «dispiaciuto per chi non ha partecipato al presidio non capendone lo spirito». E ha aggiunto: «Appena si è insediato, abbiamo chiesto ad Orsi un incontro. Ci è stato risposto che era presto. Poi il silenzio fino a pochi giorni fa quando dai giornali abbiamo appreso l'ipotesi della vendita».  Presenti ieri mattina una decina di sindaci dei Comuni limitrofi tra cui Cutigliano, San Marcello, Pescia, Montecatini, Chiesina Uzzanese, Serravalle, Lamporecchio.  Dopo Berti ha parlato Rossi. «In questo sabato - ha detto - c'è tutta una regione davanti ai cancelli. La Toscana è il distretto ferroviario d'Italia e tale deve rimanere. La Toscana non può vivere solo di turismo e paesaggio. Anche a Trenitalia interessa il mantenimento di questo settore. Non usciremo dalla crisi solo con i tagli. Ci vuole una sforzo produttivo per il paese. Cosa fa il Governo?».  Qualche polemica ha suscitato la presidente della Provincia Federica Fratoni con le ipotesi sulla futura proprietà dell'azienda. «Non ci importa - ha detto - se rimarrà pubblica o andrà a un privato; l'importante è che sia italiana. Noi chiediamo subito l'apertura di un tavolo di confronto con i vertici dell'azienda. Saremo qui anche a Ferragosto. Non si va in ferie se c'è in gioco il futuro». A molti è parsa irrealistica l'ipotesi che vi sia un potenziale compratore italiano, non a caso sono tutti stranieri anche i nomi fatti dall'ad di Finmeccanica. «Noi - dice la segretaria Cgil Gessica Beneforti - siamo dissociati dalla volontà del Governo di privatizzare le società pubbliche e crediamo quindi che, anche in questo caso, AnsaldoBreda debba continuare ad operare all'interno di una società pubblica». M.Q.

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