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Pistoia

Vasari e Pistoia, cercasi sponsor

Elisa Pacini
La basilica della Madonna dell’Umiltà: la cupola è del Vasari
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La basilica della Madonna dell’Umiltà: la cupola è del Vasari

Eventi nel mondo per i 500 anni dell'artista, ma qui mancano i fondi

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 PISTOIA. Nell'anno in cui tutto il mondo celebra i cinquecento anni di Giorgio Vasari, l'unica a dimenticarsi del celebre architetto del tardo Rinascimento toscano sembra essere Pistoia. D'altronde cosa c'entri la nostra città con colui che progettò gli Uffizi a Firenze, sembra essere sconosciuto ai più.  Una colpa non da poco visto che Pistoia deve al Vasari uno dei suoi simboli come la cupola della Madonna dell'Umiltà. A correre ai ripari ci hanno pensato l'Archivio di Stato e l'Ordine degli Architetti pistoiesi che, insieme alla studiosa fiorentina Nicoletta Lepri, stanno organizzando un convegno per il prossimo ottobre.  Ma per Vasari a Pistoia non sembra esserci molta riconoscenza visto che nonostante siano piovuti sulla giornata i patrocini di Comune, Provincia e Uniser, nessun ente, né fondazioni bancarie per ora si sono offerti di coprire le uniche spese richieste cioè i rimborsi agli studiosi che ne discerneranno il legame con Pistoia.  Il legame dopo la realizzazione della cupola dal 1561 (dopo i finanziamenti elargiti da Cosimo I dè Medici), comprende la realizzazione del ciborio di San Zeno. Documentato è poi lo scambio epistolare tra l'architetto e pittore aretino e l'allora vescovo di Pistoia, il fiorentino Ricasoli. Ma nella nostra città operarono anche pittori che collaborarono con il Vasari come il veronese Sebastiano Vini, le cui opere sono visibili in San Domenico o alla Ss. Annunziata.  La cifra mancante in verità non è stratosferica, si parla di qualche migliaio di euro. «Siamo partiti un po' tardi con l'organizzazione - ammette Nicoletta Lepri del Centro Rinascimento dell'Università degli studi di Firenze - ma sinceramente quando mi sono accorta che a Pistoia non c'erano iniziative dell'anno vasariano, mi sono sorpresa. Quando ho portato la mia idea del convegno, ho subito trovato la risposta positiva dell'Archivio di Stato che conserva tra documenti che sono serviti per i recenti restauri della Basilica dell'Umiltà. Vorremo fare un convegno semplice ma che non rimanga confinato tra i soliti noti. Sarà un'occasione importante per la città in quanto verranno studiosi da fuori e ci saranno pubblicazioni nella documentazione dell'anno vasariano». Insomma, nonostante la giornata del 14 ottobre al Palazzo dei Vescovi (il cui affitto è gratis) sia destinata a dar lustro alla veste culturale della città, nessuno sembra esser in grado di finanziarla. La Regione si è trincerata su una richiesta arrivata tardi. Ora il cerino torna a Pistoia. Il Comune ha messo a disposizione tipografia (per i volantini) e i Magazzini del Sale per il buffet. Uno spiraglio aperto lo lascia la Provincia dove l'assessore Chiara Innocenti si limita a dire che «finora è stata fatta la richiesta di un patrocinio gratuito, risponderemo ad altre eventuali richieste, vagliandole con presidente». L'appello gentile della dottoressa Lepri è stato lanciato, ora sta a Pistoia accoglierlo. Non solo per il convegno ma per la riscoperta di un'eredità culturale tanto importante quanto dimenticata.

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