Il dolore
AnsaldoBreda. Comune e Provincia organizzano una manifestazione in via Ciliegiole
Tutti davanti ai cancelli
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Lavoratori AnsaldoBreda durante un presidio fuori dai cancelli della fabbrica Berti e Fratoni con Rossi per dire no all'ipotesi di vendita
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PISTOIA. Appuntamento domani alle 10 davanti ai cancelli dell'AnsaldoBreda di via Ciliegiole per gridare tutti insieme "no" alla vendita dell'azienda ferroviaria. Ci saranno il governatore della Regione Enrico Rossi, il presidente della Provincia Federica Fratoni, il sindaco Renzo Berti. L'iniziativa è stata lanciata da Comune e Provincia. Dall'altra parte dei cancelli non ci saranno i lavoratori (la fabbrica chiude oggi per la pausa agostana e ripartirà lunedì 22) ma l'iniziativa ha ovviamente soprattutto un significato simbolico: la necessità di reagire subito all'ipotesi di una vendita del gruppo ferroviario pistoiese napoletano, avanzata dall'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi. Parole, quelle di Orsi, che hanno sollevato un putiferio in città, coalizzando contro l'ipotesi di vendita uno schieramento che abbraccia i sindacati, il Pd, il Pdl, le istituzioni, il vescovo. Ma al di là delle dichiarazioni e delle richieste di chiarimenti direttamente al governo (si è mosso soprattutto il presidente della Regione Enrico Rossi), la prima iniziativa concreta in programma finora era un consiglio comunale-provinciale congiunto da svolgersi all'inizio di settembre. Troppo lontano nel tempo, per dire no a una minaccia che si ritiene letale per l'azienda e per l'economia pistoiese. Tale, infatti, è considerata l'ipotesi di una vendita di AnsaldoBreda, perché si è convinti che l'incorporazione in un'azienda privata, sicuramente estera, equivarrebbe a una decapitazione dell'attuale AnsaldoBreda. «Non c'è pregiudizio verso la possibilità di un passaggio di Ansaldobreda dal pubblico al privato - dicono Fratoni e Berti in una nota diffusa ieri - Il punto in questione è il valore che si intende attribuire ad una azienda che rappresenta un asse strategico, non solo per il nostro territorio, ma per l'economia nazionale. AnsaldoBreda è un patrimonio di esperienza, professionalità, e qualità che non può correre il rischio di essere svuotato e poi svenduto, anzi, proprio per la sua ricchezza, deve essere valorizzato e rivitalizzato, per tornare da essere nuovamente competitivo». In questo senso andava l'accordo del marzo 2010, che prevedeva esodi e cassa integrazione, ma anche consistenti investimenti. Invece la nuova linea di Finmeccanica, espressa dall'amministratore delegato Giuseppe Orsi, non punta più sul ferroviario. Una scelta che Berti e Fratoni criticano, visto che si tratta di un settore «in continua crescita e nel quale tutte le grandi potenze internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina, stanno facendo grossi investimenti». La cosa «ricorda un film già visto e dal finale incerto - scrivono Berti e Fratoni - ne sono validi esempi casi storici, come quelli della Parmalat o della Fiat, che testimoniano la mancanza di una seria e chiara politica industriale nel nostro paese».
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