Il Tirreno

Pistoia

Nella galleria di trecento metri l’acqua filtra lasciando sul corpo una benefica patina bianca

Aperto l'antico tunnel termale

Paolo Gestri
Una delle piscine termali degli stabilimenti di Porretta Terme, dove in questo periodo estivo fervono una serie di iniziative
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Una delle piscine termali degli stabilimenti di Porretta Terme, dove in questo periodo estivo fervono una serie di iniziative

Il percorso costruito nella roccia sarà visitabile anche stasera

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 PORRETTA. Dove gorgogliano le sorgenti. Ma non di "Chiare, fresche e dolci acque" di poetica memoria, bensì quelle calde e in odore di zolfo, che forse le manda l'inferno, ma che sono termali e che hanno resa famosa Porretta. Un viaggio sotto terra porta infatti alle celebrate sorgenti, già bagno salubre per il Magnifico, cardinali e conti.  Si percorre una galleria nella viva roccia, ottocentesca, ma solo recentemente aperta a curandi e turisti presso le Terme. Il percorso è possibile anche stasera, dalle 17 alle 21, in occasione della "Città dei bambini", una festa piena di giochi, spettacoli ed attrazioni. Il tunnel fu costruito nella seconda metà dell'Ottocento, per convogliare le acque dagli stabilimenti della "Porretta Vecchia" e della "Porretta nuova" in un terzo edificio detto "Puzzola", anch'esso ricco di acque curative, che si volle rinnovare, ampliare, modernizzare e circondare di un lussureggiante parco, ancora oggi rigoglioso di fronde e d'ombre. Ebbene, la galleria rompe la roccia per circa trecento metri, con un camminamentovoltato a botte, alto un paio di metri, con l'acqua che filtra ovunque e lascia il segno biancastro dei sali di zolfo alle pareti e sul soffitto: con ogni probabilità, è la stessa patina bianca che ha dato origine, "in illo tempore" alla leggenda che Poppea e Cleopatra facessero il bagno nel latte, mentre si contentavano d'andare alle terme. Lungo il percorso, di tanto in tanto, "sbollora" l'acqua che si perde in due rigagnoli ai lati, mentre l'acqua sorgiva termale, da convogliare, viene prima raccolta in un contenitore coperto a vetro che lascia intravedere il suo primo ribollire. Poco più avanti, due improvvisi laghetti, illuminati, dipingono d'azzurro la galleria ed ancora oltre, giunti ormai alla fine, ecco due vasche interrate, residuo del primo stabilimento termale vero e proprio.  Tutta l'acqua termale - ci informa la guida - risale dalle profondità del sottosuolo, da 1000-1500 metri di profondità, per sgorgare infine mediamente calda sui 26 gradi e fino ai 29 alla Porretta Vecchia. E nemmeno può esaurirsi poichè viene alimentata dall'acqua piovana. Anzi, se succede un terremoto, è come se le rocce si comprimessero ed allora l'acqua che sgorga è più copiosa. E' qualcosa che sull'Appennino Toscoemiliano capita spesso. Figuriamoci che quest'acqua porrettana, innalzandosi, ha pure registrato l'ultimo disastroso tsunami in Giappone.

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