Il Tirreno

Pistoia

«Quell'accordo è solo una pezza»

Patrizio La Pietra
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Patrizio La Pietra

La Pietra (Pdl): la Regione ha sbagliato, nessuno ha rimediato

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 PISTOIA. «L'approvazione del protocollo d'intesa fra Regione, Provincia, Comuni di Pistoia e Sambuca non è un inizio di un percorso per salvaguardare la linea Porrettana, ma una bella pezza che si è voluto mettere al grossolano errore della Regione di tagliare le corse sulla linea Porrettana». Lo scrive Patrizio La Pietra, capogruppo vicario del Pdl in Provincia, che fa notare come «durante l'ultimo dibattito la giunta provinciale ha iniziato l'illustrazione del provvedimento sottolineando come elemento principale della causa dei tagli alla linea siano stati i tagli imposti dal governo alla regione. Ribadiamo ancora che la scelta è stata invece fatta per una precisa volontà della Regione, che senza il coinvolgimento del territorio, ha voluto tagliare basandosi solo sui dati della frequenza e non valutando la funzione non solo sociale ma anche turistica e storica della linea per tutta la montagna Pistoiese».  Una motivazione che non regge dal punto di vista finanziario, dice La Pietra, in quanto la linea Porrettana ha una perdita annua di circa 2 milioni. Il taglio alle corse presumibilmente porterà ad avere una perdita annua di circa 1 milione. Contemporaneamente, per garantire il servizio sostitutivo su gomma si spendono circa 750mila euro. In sostanza, tutta l'operazione ha portato un risparmio di soli 250.000 euro. «Ad una Regione con un bilancio di 10.000 miliardi di euro i 250.000 euro risparmiata sono niente».  L'esponente del Pdl aggiunge che il protocollo non porta la firma dei comuni del versante emiliano e della provincia di Bologna, come se la linea si fermasse a Ponte alla Venturina. «Infine - conclude La Pietra - il protocollo non dà nessun obiettivo specifico e concreto su come si voglia tutelare la linea, senza per altro riportare quanto già più volte richiesto dalle minoranze, per esempio con l'ordine del giorno approvato all'unanimità dal consiglio in cui si richiedeva di instaurare un tavolo politico permanente con gli enti e le istituzioni dell'Emilia, di studiare un nuovo piano di reindustrializzazione e sviluppo della linea in vista della scadenza del contratto con Ffss nel 2014, a creare presso la stazione di Pracchia un centro di scambio ferro-gomma di collegamento fra la montagna e l'area metropolitana, a riaprire lo scalo merci, a valorizzare la linea per fini turistici ad impedire la chiusura degli scambi».

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