Sicurezza
«Il tuo ricordo ci darà la forza»
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Un lungo corteo di dolore segue il feretro del giovane motociclista Centinaia di persone per l'ultimo saluto a Lorenzo Gavazzi
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PISTOIA. «Domani una nuova stella sarà nel firmamento. Buon viaggio Lorenzo. Buon viaggio "Play"». Le parole degli amici di Lorenzo sono risuonate per tutto il piccolo paese di Arcigliano, dove, ieri pomeriggio, sono stati celebrati i funerali. L'altoparlante, posto fuori della piccola chiesetta, era l'unica voce che si sentiva in un paese attonito dal dolore e sceso nella piazza principale per stringersi intorno alla famiglia. Lorenzo Gavazzi, 22 anni, è morto domenica mattina in un incidente stradale in via Felceti. Era partito di casa da pochi minuti, in sella alla sua Yamaha. Dietro di lui, a bordo di uno scooter, lo seguiva il padre. All'altezza della Fondazione Vivarelli, Lorenzo ha perso il controllo della sua moto, all'uscita della curva le ruote sono andate fuori strada, sull'erba, è scivolato a terra per diversi metri fino a schiantarsi contro una Panda in sosta davanti ai cassonetti. L'impatto ha fatto innescare le fiamme che hanno avvolto in un lampo lui e la sua moto. Il padre, Roberto Gavazzi, infermiere del 118, ha cercato di salvarlo, ma per Lorenzo c'era più niente da fare. Sul luogo della tragedia gli amici hanno steso uno striscione "Ciao Gava". Accanto, una distesa di fiori. Ieri tutta Arcigliano si è stretta intorno al dolore dei genitori, del fratello Leonardo, dei nonni. Centinaia le persone che hanno affollato la piazza davanti alla chiesa, troppo piccola per accogliere tutti. Tanti i colleghi del padre: dal personale del 118 ai soccorritori delle associazioni di volontariato. Ancora di più gli amici e gli ex compagni di classe di Lorenzo. Accanto alla bara, in legno chiaro, un cuscino di fiori era dei "compagni dell'Itis", l'istituto tecnico di viale Adua in cui si è diplomato Lorenzo. Prima dell'omelia, il parroco ha letto alcune frasi scritte dagli amici: "Caro Lore, si dice che quando ci lascia una persona cara un pezzetto di noi se ne va con lei. Possiamo capire il dolore di un genitore che ha perso il figlio, anche se è più grande di quello che si possa immaginare. Sei un angelo sceso dal cielo soltanto di passaggio. Ma le ali di questa piccola vita ci daranno la forza per alzarci in volo. Il destino è un mare senza sponde che d'improvviso ci sommerge. Ma tu, Lore, ci hai dato tanto e noi sapremo custodirlo nei nostri cuori. Il tuo ricordo ci darà la forza per affrontare la vita". Simone Mattei ha scritto: "Eri un amico solare, scherzavamo sempre. Eri milanista, ma del resto nessuno è perfetto. Quando ci rincontreremo non avrai più scuse: dovrai venire a sciare con noi". "Lorenzo, eri un ragazzo tranquillo - scrive Francesco Marchionni, un altro amico - sempre disponibile". E Matteo Pieri: "Avevi un sorriso contagioso. Mi ricordo le battute che ci scambiavamo sia in panchina (Lorenzo giocava a basket, ndr) che nei corridoi, e i "cinque" che ci davamo". Parla anche l'allenatore Nuccio Giagnorio: "Ti ho conosciuto poco più che bimbo. Ricordo il tuo sorriso e la spensieratezza. A Torino dormivi con mio figlio, Mattia". "Sei sempre stato un ragazzo semplice - ha ricordato un altro amico, Andrea Corsini - con un sorriso contagioso e sempre pronto a dispensare buoni consigli". Il parroco ha invece invitato i parenti, gli amici ad «ascoltare l'insegnamento lasciato da Lorenzo». «Dalla vita si va via - ha detto il parroco - la vita è fragile e per questo bisogna apprezzarla fino in fondo. La vita alla fine viene ripresa dall'autore della vita stessa». All'uscita la bara è stata accolta con un applauso. Il corteo si è poi incamminato verso il cimitero del paese per la sepoltura.
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