Gioco
Appeso a un filo il futuro dell'area ex Tempesti si rischia la demolizione
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Lavori congelati all’area ex Tempesti di AglianaLavori congelati dopo l'arresto choc di Maurizio Covelli ma la concessione scadrà tra meno di un anno
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AGLIANA. Futuro appeso a un filo per l'area ex Tempesti. Il destino del gigante edilizio alle porte di Agliana piomba, per l'ennesima volta, nell'incertezza. «La concessione - avvertono dagli uffici comunali - scade a luglio 2012». I lavori però sono fermi da settimane, travolti, anch'essi, dall'arresto choc di Maurizio Covelli, lo scorso luglio. L'imprenditore fiorentino - finito in manette con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e alla commercializzazione di prodotti contraffatti - a marzo aveva acquistato la Sitea srl, società legata all'ex gruppo Tempesti e titolare del diritto di superficie della zona commerciale e produttiva tra la Sp1 e via Selva. L'operazione della Guardia di finanza ha portato all'arresto di Covelli e al sequestro delle quote sociali della Sitea. Da quel momento anche i lavori nello spazio adiacente alla rotonda aglianese, uno degli accessi più importanti della cittadina, si sono fermati. «Non possiamo ipotizzare niente sul futuro di quell'area - spiega il vicesindaco Fontana - Al momento infatti c'è un procedimento giudiziario che deve fare il suo corso. Il Comune - continua - ha lavorato al massimo per consentire la riqualificazione della zona e il proseguimento dell'opera sulla parte che ci compete (iter urbanistici, ndr) ma ora anche noi aspettiamo l'esito di tutta questa vicenda». Intanto il tempo è sempre più tiranno. Si rischia infatti di andare verso la scadenza delle concessioni edilizie e di riaprire un nuovo capitolo sull'area. I 10mila metri quadri di terreno destinati a strutture coperte per attività produttive e commerciali, da anni non trovano pace. Rimasti fermi per le difficoltà economiche del gruppo tessile pratese, sono passati prima nelle mani del curatore fallimentare e poi in quelle di Maurizio Covelli. La ripresa dei lavori di qualche mese fa è stata solo un'oasi nel deserto. La prospettiva peggiore è quella di ricominciare da capo, con una struttura ex novo.
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