Lutto
Rilievi sismici in tutto il comune
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I macchinari utilizzati per lindagine geognostica Trivellazioni e carotaggi per studiare i possibili effetti di un terremoto
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S.MARCELLO. Da oltre un mese nel territorio comunale sono in corso trivellazioni e prove di profondità per capire quanto sarebbero a rischio gli edifici pubblici di vecchia costruzione nel caso si verifichi una scossa di terremoto. Commissionato dal comune di San Marcello e finanziato dalla regione Toscana è al lavoro la ditta Igea di Massa Carrara. Il capo-cantiere, il geologo Gianfranco Bernardi coordina il gruppo di lavoro presso tutti gli edifici pubblici e sensibili, con vere e proprie buche nel terreno che arrivano in alcuni casi anche a trenta metri di profondità. Si chiamano in gergo puramente tecnico indagini geognostiche, eseguite con uno speciale macchinario che perfora e sonda il terreno fino a molti metri. Per adesso le trivellazioni sono state eseguite nella piazzetta del comune di San Marcello, presso le scuole medie e elementari sempre del capoluogo montano, in località Oppiaccio, presso i magazzini comunali, davanti alla palestra di Bardalone e vicino le scuole di Campo Tizzoro. «Interessante è quello che viene sperimentato dopo le trivellazioni, perché - spiega Bernardi - dopo il carotaggio, fino a 30 metri a San Marcello e 22 metri a Bardalone, verrà fatta l'analisi chimica del materiale estratto. Poi il cuneo di perforazione sarà riempito di cemento e fatto esplodere in profondità con delle piccole microcariche. Solo così potremmo studiare l'onda d'urto e il grado di resistenza del terreno e soprattutto degli edifici nel caso si verifichi una scossa sismica di un certo interesse». Da sottolineare che l'intero comune di San Marcello, ma anche tutta la montagna pistoiese, è stata da qualche anno dichiarata zona sismica con una faglia tettonica importante che interessa tutta la valle del torrente Lima fino oltre l'abitato sottostante Popiglio e pertanto tutti gli edifici di nuova costruzione devo corrispondere a tale criterio. «Noi facciamo le trivellazioni proprio per sapere il grado di propagazione che tale onda d'urto avrebbe sugli edifici pubblici, lavoro per il quale siamo stati incaricati dalla Regione Toscana. Dappertutto abbiamo trovato del substrato roccioso e a San Marcello in particolare, abbiamo rilevato delle argilliti, che nel caso di pioggia intensa e protratta nel tempo, potrebbe far scivolare il terreno a valle, mentre se non piove e l'acqua non si incunea nel substrato, il terreno nel capoluogo ha capacità di portata enormi. Non c'è argilla invece nel complesso di Bardalone e dell'Oppiaccio, in quelle zone esistono delle "marne areniti". Entro la metà di settembre - conclude il geologo Bernardi - la nostra indagine sismica dovrà essere consegnata alla Regione». A.S.
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