Il dolore
Indagato il proprietario dell'auto
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La Panda contro cui si è schiantato Lorenzo Gavazzi Sostava in un punto pericoloso? La parola al perito
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PISTOIA. C'è un indagato per la morte di Lorenzo Gavazzi. Si tratta del conducente della Fiat Panda parcheggiata lungo il margine della carreggiata contro cui, domenica mattina, il 22enne motociclista si è schiantato dopo essere caduto all'uscita di una curva. L'uomo - un 60enne di Arcigliano - è stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Un atto dovuto - come ha precisato la procura - in vista soprattutto della perizia che è stata disposta sulla dinamica dell'incidente. Sarà in base ai risultati di questa infatti che il pm titolare dell'inchiesta - il sostituto procuratore Giuseppe Grieco - deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio dell'uomo. Ieri il magistrato ha conferito l'incarico al consulente tecnico che, per ricostruire l'incidente, si avvarrà in particolare di moderni mezzi informatici. Due i principali quesiti ai quali dovrà rispondere: se e in che modo la presenza dell'auto ferma a cavallo del limite della carreggiato possa aver influito nel causare l'incidente, magari inducendo il giovane motociclista a frenare in uscita di curva; se sia stato o meno l'impatto contro la stessa a determinare la morte del giovane. Inoltre il perito dovrà stabilire se, considerata la classificazione della strada su cui è avvenuto il tragico scontro, il 60enne indagato - in assenza di cartelli di divieto - potesse o meno parcheggiare in quel punto il tempo necessario per gettare - come sembra - la spazzatura nel cassonetto. Il consulente di fiducia del pm procederà nel suo lavoro in collaborazione con il medico legale che, ieri pomeriggio, all'obitorio del Ceppo, ha eseguito l'autopsia sulla salma di Lorenzo Gavazzi per determinare quali sono state le lesioni che hanno causato la morte. Anche l'indagato e i familiari della vittima (rappresentati rispettivamente dagli avvocati Eriberto Rosso, del foro di Firenze, e Simone Castagnoli, del foro di Pistoia) potranno nominare dei propri consulenti per far eseguire una perizia di parte, avvalendosi, naturalmente, anche dei risultati dell'esame autoptico, ai quali i legali potranno accedere dopo che saranno depositati in procura, presumibilmente tra sessanta giorni.
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