Il Tirreno

Pistoia

Breda, Rossi vuol vedere subito Tremonti

Fabio Calamati
L’ad Salvatore Bianconi e il ministro Matteoli su un treno
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L’ad Salvatore Bianconi e il ministro Matteoli su un treno

«No alla svendita di un'attività fondamentale». Dal Pd dure accuse ai manager

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PISTOIA. Subito un incontro con l'ad Finmeccanica Giuseppe Orsi e soprattutto con il governo: i ministri Romani e Tremonti. Il governatore della Regione Enrico Rossi ha reso note in serata le sue richieste per fronteggiare l'emergenza AnsaldoBreda, dopo le dichiarazioni dell'ad di Finmeccanica Orsi su una possibile vendita dell'azienda ferroviaria, che non riesce ad uscire dalla crisi in cui si dibatte da quasi dieci anni e a tornare all'utile. Cedere AnsaldoBreda, secondo Rossi, «sembra un modo per svendere un'attività produttiva fondamentale per l'Italia, un'attività su cui altri paesi scommettono, investono e guadagnano, perchè il settore ha un futuro e un mercato in espansione».

«Si apre una fase di grande impegno comune - conclude Rossi - per tutte le istituzioni locali, la Regione, i lavoratori». La reazione all'ipotesi di vendita di AnsaldoBreda, emerse nei giorni scorsi, non si esaurisce a livello regionale. A Pistoia la Cgil ha proposto a Comune e Provincia di svolgere a settembre un consiglio congiunto, comunale e provinciale. Fratoni aggiunge: chiederemo di farlo in azienda, vedremo se siamo ancora graditi.

Ma quanto è grave la situazione nella fabbrica di via Ciliegiole? In mattinata una conferenza stampa alla sede Pd AnsaldoBreda aveva fornito un quadro allarmante. «Oggi siamo in 874 a lavorare nello stabilimento. Negli anni delle grandi commesse americane, eravamo arrivati a 1.400». Le cifre sono di Enrico Baldi, impiegato tecnico e consigliere comunale Pd.

«Il nostro amministratore delegato, in uno dei primi incontri, ci disse che eravamo braccia rubate al vivaismo - ha ripreso Baldi - a giugno, il nuovo capo azienda di Finmeccanica viene in fabbrica e non incontra nessuno. Ora tutte queste dichiarazioni sull'intenzione di vendere l'azienda. Secondo me si tratta di un attacco politico a questa regione rossa. Il fatto è che ci stanno trinciando». Ad ascoltare Baldi, nella sede della sezione Pd AnsaldoBreda, c'era quasi tutta la Pistoia istituzionale: accanto a lui il compagno di lavoro e segretario comunale Pd Paolo Bruni. Poi il sindaco Berti, la presidente della Provincia Fratoni, la consigliera regionale Caterina Bini, consiglieri comunali e provinciali, la rappresentante della Cgil Annalisa Primavera.

«Non ci stiamo - risponde Bruni - ad assumerci la responsabilità della crisi dell'azienda. Se non riusciamo a risollevarci dalla crisi la responsabilità è soprattutto dei manager che ci guidano. In dieci anni ne hanno cambiati tre, ma i risultati sono questi. I lavoratori hanno accettato di fare sacrifici, cassa integrazione, prepensionamenti, ma gli accordi prevedevano investimenti, che però non si sono visti. Le istituzioni hanno fatto la loro parte per rendere appetibile il territorio, la Regione ha creato il Distretto ferroviario, è chiaro che nasce attorno a una realtà come AnsaldoBreda. Ma se ora questa realtà sparisce. Questi manager pubblici guadagnano fior di stipendi e non ottengono risultati, salvo poi raccontare bugie alle istituzioni sulla reale situazione dell'azienda».

Ma avere un nuovo padrone estero è proprio una prospettiva così negativa? «Il privato non ci spaventa - ribatte Bruni - se valorizza le risorse. Ma come può il pubblico abbandonare un settore strategico come quello ferroviario, oltre tutto ora che tutti danno il mercato mondiale in crescita?».

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