Sicurezza
«Dovevamo vederci. Invece...»
Marta Quilici
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Lorenzo Gavazzi. A sinistra, la Panda contro cui si è schiantatoIl dolore degli amici di Lorenzo, morto in moto a 22 anni
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«L'avevo riaccompagnato a casa la sera prima. Avevamo passato il sabato sera insieme, con altri amici, a Montecatini Alto. Domenica ci dovevamo vedere di nuovo."Ti chiamo io nel pomeriggio" mi aveva detto. E Lorenzo era uno di parola: mi avrebbe chiamato di sicuro. Invece quella telefonata non è mai arrivata». Federico Tasi era uno dei più grandi amici di Lorenzo, suo ex compagno di classe all'Iti Fedi. Si sono lasciati dicendosi "a domani".
Quel "domani" per Lorenzo però si è interrotto tragicamente alle 12.30 di mattina. «Non sentendolo, ho chiamato io - continua Federico - Hanno risposto i parenti. Mi hanno detto cos'era successo». Lorenzo Gavazzi è morto in sella alla sua moto, davanti agli occhi del padre, Roberto Gavazzi, infermiere del 118. Una serie di maledette coincidenze hanno strappato via la sua giovinezza, i suoi 22 anni, hanno cancellato d'un tratto quel suo sorriso timido e solare allo stesso tempo.
Erano le 12.30 di domenica quando Lorenzo è partito dalla sua casa di Arcigliano: lui in sella alla sua Yamaha, il babbo a bordo di uno scooter. Scendono verso Pistoia. Lorenzo è in testa, ma vanno piano. Fanno qualche curva di via Felceti, poi lo schianto: una scivolata di un centinaio di metri, l'impatto contro la Panda in sosta lungo la strada, le scintille che a contatto con la benzina innescano le fiamme. Lo scoppio. Della moto non rimane che la carcassa del motore. Il telaio, le ruote, tutto bruciato. Roberto Gavazzi cerca di estrarre il figlio dalle fiamme. Ci riesce, ma è troppo tardi. Muore tra le sue braccia, davanti agli occhi sgomenti dei colleghi del 118, dei vigili del fuoco, dei carabinieri, intervenuti sul posto per tentate l'impossibile.
Lorenzo lascia la mamma, il fratello più grande, Leonardo, la fidanzata, Gloria Cecchini. La notizia della tragedia si sparge presto per Arcigliano e in serata fa il giro degli amici. Oggi ci sarà l'autopsia sul cadavere di Lorenzo. La decisione è stata presa dalla Procura della repubblica
Quel "domani" per Lorenzo però si è interrotto tragicamente alle 12.30 di mattina. «Non sentendolo, ho chiamato io - continua Federico - Hanno risposto i parenti. Mi hanno detto cos'era successo». Lorenzo Gavazzi è morto in sella alla sua moto, davanti agli occhi del padre, Roberto Gavazzi, infermiere del 118. Una serie di maledette coincidenze hanno strappato via la sua giovinezza, i suoi 22 anni, hanno cancellato d'un tratto quel suo sorriso timido e solare allo stesso tempo.
Erano le 12.30 di domenica quando Lorenzo è partito dalla sua casa di Arcigliano: lui in sella alla sua Yamaha, il babbo a bordo di uno scooter. Scendono verso Pistoia. Lorenzo è in testa, ma vanno piano. Fanno qualche curva di via Felceti, poi lo schianto: una scivolata di un centinaio di metri, l'impatto contro la Panda in sosta lungo la strada, le scintille che a contatto con la benzina innescano le fiamme. Lo scoppio. Della moto non rimane che la carcassa del motore. Il telaio, le ruote, tutto bruciato. Roberto Gavazzi cerca di estrarre il figlio dalle fiamme. Ci riesce, ma è troppo tardi. Muore tra le sue braccia, davanti agli occhi sgomenti dei colleghi del 118, dei vigili del fuoco, dei carabinieri, intervenuti sul posto per tentate l'impossibile.
Lorenzo lascia la mamma, il fratello più grande, Leonardo, la fidanzata, Gloria Cecchini. La notizia della tragedia si sparge presto per Arcigliano e in serata fa il giro degli amici. Oggi ci sarà l'autopsia sul cadavere di Lorenzo. La decisione è stata presa dalla Procura della repubblica
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