Sicurezza
Cervo Bianco, Corsini attacca il presidente: si dimetta
Saverio Melegari
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Il Bastione Ambrogi storica sede del rione Cervo Bianco «Figuranti tenuti fuori dalla storica sede del rione. Ora basta, qualcosa deve cambiare»
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PISTOIA. Le dimissioni del presidente del Cervo Bianco Ubaldo Gori, la convocazione di elezioni a settembre per il rinnovo del consiglio direttivo e la ridefinizione del ruolo del Bastione Ambrogi, ufficialmente sede dei biancoverdi ma dove non si pratica attività per il rione. Sono queste le richieste che Corsino Corsini, uno dei protagonisti della rinascita della Giostra dell'Orso nel 1975 e da sempre personaggio storico del Cervo Bianco, mette sul piatto per cercare di rilanciare il rione, facendo da portavoce a un nutrito gruppo di esercenti di via Puccini, abitanti della zona e personaggi che hanno fatto la fortuna del Cervo negli anni '70 e '80, che sarebbero pronti a tornare nella mischia se qualcosa cambiasse. Non c'entra niente il fatto dell'abbattimento della cavalla Sopran Ginestra durante le prove della Giostra, ma «soltanto capire se questo rione esiste ancora oppure no». «Il problema del Bastione Ambrogi - dice Corsini in riferimento alla sede storica del Cervo - è esploso il 25 luglio quando tamburini e figuranti biancoverdi non si sono potuti vestire e sistemare in vista della sfilata. Il motivo? Non li hanno fatti entrare. A suo tempo il rione aveva ceduto la struttura a privati perché non la poteva mantenere, ma se l'attività al suo interno non viene più portata avanti, sarebbe il caso che la scritta "Cervo Bianco" venisse tolta e constatare che, dopo 37 anni, il rione di porta Lucchese non ha più una sede». Da qui ad arrivare all'attuale dirigenza, il passo è breve. «Chiediamo - continua Corsini - la convocazione di elezioni trasparenti e che l'amministrazione comunale si faccia carico di sapere come vanno e perché non c'è più una sede. Quest'anno non è stato possibile programmare la cena propiziatoria del 24 luglio che si è svolta da un'altra parte. Mi sembra che questo basti per chiedere le dimissioni ed un passo indietro del presidente Gori».
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