Roberto Gavazzi non riesce a darsi pace. Urla e piange mentre per l'ennesima ...
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La scena dell’incidente in via Felceti con vigili del fuoco e soccorritori ancora al lavoro Più a destra la vittima, Lorenzo Gavazzi, 22 anni, in una foto tratta dal suo profilo Facebook.2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Roberto Gavazzi non riesce a darsi pace. Urla e piange mentre per l'ennesima volta torna a sedersi sull'asfalto di via Felceti, a due passi dal telo di plastica che nasconde il corpo di Lorenzo, suo figlio. Le mani di Roberto, mani esperte di un infermiere professionista del 118, mani che hanno salvato tanti feriti in incidenti stradali, questa volta non hanno potuto fare nulla.
È straziante il dolore di un padre che ha visto morire davanti a sé il figlio di 22 anni, schiantatosi con la moto fuori controllo contro un'auto parcheggiata sul lato della strada. Così, per un'atroce beffa del destino che ha voluto che quella Fiat Panda si trovasse proprio lì, tra la striscia d'asfalto e il margine del bosco di querce, dentro cui corre via Felceti. È successo tutto poco prima delle 12,30, in una splendida e calda mattinata d'estate. Padre e figlio decidono di fare un giro in moto: Lorenzo sulla sua splendida Yamaha blu, Roberto sul suo grosso scooter.
Due chilometri in discesa, verso Pistoia, giusto il tempo di infilarsi nel tratto che corre dentro il bosco di querce, poi avviene l'imprevedibile. La moto di Lorenzo si imbizzarrisce, scarta, scivola per terra. Il ragazzo lotta per controllarla, ma non ce la fa. Lui e la moto scivolano insieme per una decina di metri sull'asfalto, fino a schiantarsi proprio contro la parte posteriore di una Fiat Panda parcheggiata accanto a un gruppo di cassonetti. Lo schianto è fortissimo, probabilmente Lorenzo muore subito. Ma davanti agli occhi inorriditi del padre, che segue a pochi metri di distanza, dal groviglio di lamiere in cui sono ridotti moto e auto si alzano subito le fiamme, alimentate dal carburante che fuoriesce dal serbatoio squarciato della moto.
Roberto Gavazzi scende dallo scooter e corre incontro al figlio, lotta per sottrarlo alle fiamme, si ustiona anche leggermente. Ma è tutto inutile. Quando arriveranno i primi soccorsi, non potranno fare altro che constatare la morte di Lorenzo. I vigili del fuoco ci mettono poco a spegnere l'incendio, mentre i carabinieri bloccano la strada e cercano di ricostruire la dinamica del terribile incidente. Roberto Gavazzi, intanto, non riesce a camminare: vuol rimanere lì, a contatto con quell'asfalto maledetto che gli ha portato via il figlio. Intorno a lui la moglie, il figlio maggiore Leonardo, gli amici di Arcigliano e quelli di Pistoia Soccorso, che lo conoscono bene e non riescono a non piangere insieme a lui.
È straziante il dolore di un padre che ha visto morire davanti a sé il figlio di 22 anni, schiantatosi con la moto fuori controllo contro un'auto parcheggiata sul lato della strada. Così, per un'atroce beffa del destino che ha voluto che quella Fiat Panda si trovasse proprio lì, tra la striscia d'asfalto e il margine del bosco di querce, dentro cui corre via Felceti. È successo tutto poco prima delle 12,30, in una splendida e calda mattinata d'estate. Padre e figlio decidono di fare un giro in moto: Lorenzo sulla sua splendida Yamaha blu, Roberto sul suo grosso scooter.
Due chilometri in discesa, verso Pistoia, giusto il tempo di infilarsi nel tratto che corre dentro il bosco di querce, poi avviene l'imprevedibile. La moto di Lorenzo si imbizzarrisce, scarta, scivola per terra. Il ragazzo lotta per controllarla, ma non ce la fa. Lui e la moto scivolano insieme per una decina di metri sull'asfalto, fino a schiantarsi proprio contro la parte posteriore di una Fiat Panda parcheggiata accanto a un gruppo di cassonetti. Lo schianto è fortissimo, probabilmente Lorenzo muore subito. Ma davanti agli occhi inorriditi del padre, che segue a pochi metri di distanza, dal groviglio di lamiere in cui sono ridotti moto e auto si alzano subito le fiamme, alimentate dal carburante che fuoriesce dal serbatoio squarciato della moto.
Roberto Gavazzi scende dallo scooter e corre incontro al figlio, lotta per sottrarlo alle fiamme, si ustiona anche leggermente. Ma è tutto inutile. Quando arriveranno i primi soccorsi, non potranno fare altro che constatare la morte di Lorenzo. I vigili del fuoco ci mettono poco a spegnere l'incendio, mentre i carabinieri bloccano la strada e cercano di ricostruire la dinamica del terribile incidente. Roberto Gavazzi, intanto, non riesce a camminare: vuol rimanere lì, a contatto con quell'asfalto maledetto che gli ha portato via il figlio. Intorno a lui la moglie, il figlio maggiore Leonardo, gli amici di Arcigliano e quelli di Pistoia Soccorso, che lo conoscono bene e non riescono a non piangere insieme a lui.
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