Sicurezza
Arcigliano sconvolto dal dolore
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La Fiat Panda contro cui si è schiantata la moto che ha poi preso fuocoNel parcheggio la Yaris col nome della fidanzata
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La casa dei Gavazzi, ad Arcigliano, la conoscono tutti, a pochi passi dalla piazzetta centrale dominata dalla chiesa del paese. «Ma ora non c'è nessuno», avvertono i vicini. Ad Arcigliano, una manciata di case immersa nel verde, la notizia della terribile morte di Lorenzo Gavazzi si è sparsa subito, già poco dopo l'incidente motale avvenuto nella tarda mattinata di ieri un paio di chilometri più sotto. Qui le famiglie si conoscono da generazioni e ogni lutto, come ogni gioia, è un po' di tutti. «Lorenzo? Certo che lo conosco» esclama un'anziana signora che se ne sta seduta fuori della porta di casa a chiacchierare con alcuni vicini. «Un ragazzo bravissimo, serio e gentile, nulla da dire su di lui. L'ho visto anche ieri sera».
Ma il personaggio più noto, in paese, è il padre, Roberto Gavazzi, infermiere del 118. «Sì - riprende la signora - conosciamo soprattutto Roberto e la moglie. Lui è un bravo infermiere. Quante volte ci ha raccontato di essere intervenuto su incidenti mortali, di aver inutilmente prestato soccorso a persone che poi non ce l'hanno fatta. Erano racconti terribili, ma questa volta, purtroppo, è toccato a lui. Che tragedia terribile...». I Gavazzi vivono da generazioni ad Arcigliano. E anche Lorenzo doveva essere affezionato a questo piccolo paese. Sul suo profilo Facebook spiccano le foto di lui in sella alla moto Yamaha, riprese nel minuscolo parcheggio a monte della piazzetta centrale del paese, da dove si apre uno splendido panorama sulla città e sulla piana.
Oggi, tra le altre auto ferme in quello stesso punto, circondate da un irreale silenzio, c'è anche una Yaris grigia. «È quella di Lorenzo» dicono i vicini. Si riconosce anche perché sul lunotto posteriore spicca un adesivo con il nome di Gloria. «È la sua ragazza - aggiungono - sta per tornare dagli Stati Uniti, poverina, chissà se sa già cosa è successo».
Ma il personaggio più noto, in paese, è il padre, Roberto Gavazzi, infermiere del 118. «Sì - riprende la signora - conosciamo soprattutto Roberto e la moglie. Lui è un bravo infermiere. Quante volte ci ha raccontato di essere intervenuto su incidenti mortali, di aver inutilmente prestato soccorso a persone che poi non ce l'hanno fatta. Erano racconti terribili, ma questa volta, purtroppo, è toccato a lui. Che tragedia terribile...». I Gavazzi vivono da generazioni ad Arcigliano. E anche Lorenzo doveva essere affezionato a questo piccolo paese. Sul suo profilo Facebook spiccano le foto di lui in sella alla moto Yamaha, riprese nel minuscolo parcheggio a monte della piazzetta centrale del paese, da dove si apre uno splendido panorama sulla città e sulla piana.
Oggi, tra le altre auto ferme in quello stesso punto, circondate da un irreale silenzio, c'è anche una Yaris grigia. «È quella di Lorenzo» dicono i vicini. Si riconosce anche perché sul lunotto posteriore spicca un adesivo con il nome di Gloria. «È la sua ragazza - aggiungono - sta per tornare dagli Stati Uniti, poverina, chissà se sa già cosa è successo».
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