Sicurezza
«Non dimenticheremo il vostro sacrificio»
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Due momenti della cerimonia di ieri mattina alla Caserma Marini Cerimonia al Nembo in onore del parà morto in Afghanistan
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PISTOIA. «Siamo qui per rendere onore a David Tobini, caporal maggiore in forza al 183º reggimento Nembo: il nostro 41º caduto in Afghanistan. Siamo qui per augurare il pieno ristabilimento dei due feriti, il caporal maggiore capo Francesco Arena e il caporal maggiore scelto Simone D'Orazio, siamo qui per dire a voi, alle famiglie colpite da questi tremendi lutti da un dolore grande per la perdita di figli tanto giovani, rispetto a cui non ci sono parole adeguate, che non vogliamo dimenticare questi sacrifici; che l'Italia non dimentica e non dimenticherà. Non dimentichiamo nessuno, e riguardo al Nembo non ci scordiamo del caporale Massimiliano Randino, ucciso con altri 5 parà della Folgore il 17 settembre di due anni fa». Così il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, intervenendo ieri mattina alla Caserma Marini alla cerimonia in memoria di David Tobini, il caporal maggiore caduto in seguito allo scontro a fuoco in Afghanistan di lunedì scorso a Bala Murghab. Presenti alla cerimonia, durante la quale è stata deposta una corona d'alloro, anche il prefetto Mauro Lubatti, il sindaco Renzo Berti, la presidente della Provincia, Federica Fratoni, i vertici provinciali delle forze dell'ordine, l'onorevole Lido Scarpetti, le associazioni combattentistiche. «Sappiamo - ha aggiunto Chiti - che l'Italia e la comunità internazionale stanno chiedendo ai soldati della coalizione impegnati in Afganistan un duro e rischioso impegno. Assicurare la pace, sconfiggere il terrorismo, aiutare l'Afganistan a costruire stabilità, democrazia, a camminare con le sue gambe, a un prezzo anche duro, richiede dei sacrifici e a volte la stessa perdita della vita. Ma senza questo impegno, a prevalere sarebbero la barbarie, il terrore, la violenza, il disprezzo della vita umana. Per questo siamo qui a dirvi che l'Italia - come Pistoia - vi è vicina, è vicina alle vostre famiglie, vi vuole bene. Vi ringrazia in modo non formale. Si stringe attorno a voi con semplicità e affetto. Da voi viene una lezione che vale per il nostro Paese e per l'Europa, oltre le vicende stesse di una campagna per riportare e rendere sicura la pace». Chiti è intervenuto anche sulla polemica riguardante la presenza dei nostri soldati in Afghanistan. «E' legittimo discutere, avere differenti valutazioni sulla opportunità di partecipare ad una missione internazionale, nel momento in cui viene decisa. Ma, quando la decisione è stata presa, è irresponsabile pensare ad uscirne in modo unilaterale, senza tener conto dei sacrifici già pagati, della responsabilità verso gli altri paesi impegnati insieme a noi, della necessità di raggiungere gli obiettivi fissati. Ciò non sarebbe degno di un grande paese come è l'Italia».
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