Il dolore
«Ma chiese e musei sono troppo spesso chiusi»
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Un gruppo di turisti seduto sulla soglia della chiesa di San Giovanni Fuorcivitas Appello dall'ufficio informazioni per valorizzare i tesori pistoiesi
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PISTOIA. «Bella Pistoia, ma...è tutto chiuso!»: all'infopoint turistico di piazza del Duomo questa frase la sentono ripetere troppe volte. Non tanto per i locali o i negozi, quanto per i musei, le chiese, i palazzi storici. A Pistoia ci sono sempre più turisti e col tempo si dovrà adeguarsi al crescente afflusso. Questo non significa che debbano nascere locali "truffa-stranieri", dove un gelato costa 10 euro e un caffè 3. Ma la città dovrebbe cogliere al volo il crescente interessamento turistico e fare sfoggio di sé, almeno nei mesi estivi. Questa, più o meno, è l'idea di Paolo Bresci, dell'ufficio informazioni turistiche di piazza del Duomo. «I turisti - spiega - vengono nel nostro ufficio con in mano la guida in cui c'è scritto che il tal museo o la tale chiesa è visitabile in certe fasce orarie. Poi arrivano a Pistoia e la trovano chiusa. Così vengono da noi a chiedere spiegazioni. Credo davvero che chi gestisce questi posti dovrebbe far di tutto per tenerli aperti il più possibile, almeno nei mesi centrali del turismo, da maggio a settembre. Lo sforzo dev'essere massimo almeno in questi periodi, per fare al meglio mostra delle nostre ricchezze. Credo anche che chiese come quella di San Leone, o come quella di San Michele in Cioncio, perennemente chiuse, debbano vedere la luce in questi mesi. Il nostro ufficio di piazza Duomo è aperto 364 giorni all'anno (cioè sempre, tranne a Natale), mattina e pomeriggio». A Pistoia, inoltre, c'è anche un altro problema: «Tutti i mercoledì e i sabato mattina - continua Bresci - ci sono una decina di turisti stranieri che vengono derubati di portafogli o borsette e che vengono da noi a chiedere aiuto». M.Q.
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