Sicurezza
Aumentano ancora disoccupazione e cassa integrazione
◗
Una veduta aerea del centro di Quarrata3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. La lista si allunga. E' la lista dei quarratini iscritti allo stato di disoccupazione. E' quella delle ore di cassa integrazione di cui ancora si fa un massiccio ricorso. E' quella delle donne, ancora prime vittime della crisi economica. E' anche quella delle imprese che chiudono i bandoni. Se i dati di fine 2010 erano neri, quelli dei primi tre mesi del 2011 sono ancora peggio. Il numero degli iscritti allo stato di disoccupazione era al 30 settembre 2010 di ben 2.814. In pratica, una persona su nove, a Quarrata, era disoccupata, considerando non solo la popolazione in età lavorativa ma tutti gli abitanti, compresi anziani e bambini. Nel 2011 il dato è peggiorato ulteriormente: ci sono 182 disoccupati in più. A marzo 2011 gli iscritti allo stato di disoccupazione raggiungevano quasi quota 3.000: su 25.379 abitanti, i disoccupati (iscritti) erano 2.996, cioè quasi il 12% di tutta la popolazione. La maggioranza sono donne: 1.829. Gli uomini sono invece 1.167. Ai disoccupati si deve aggiungere il popolo dei cassintegrati e anche le 445 persone iscritte alle liste di mobilità a Quarrata. Imprese. Gli avviamenti al lavoro sono cresciuti, ma senza riuscire a sopperire alla marea di richieste. I contratti, inoltre, non sono tutti a tempo indeterminato. Nei primi tre mesi del 2011 a Quarrata ci sono state 1.113 assunzioni, il 34,6% in più dell'anno scorso: nel 201 furono infatti 827. Il numero di imprese che aprono continua però ad essere minore del numero di quelle che chiudono: su 2.813 imprese attive a marzo di quest'anno, 92 sono chiuse nei primi tre messi del 2011 a fronte di 87 nuove aperture. Se si considera, invece, l'intera annualità del 2010, il saldo tra le nuove nate e quelle cessate era al dicembre dell'anno scorso ancora positivo, seppur di poco. I dati sono dell'Osservatorio sul mercato del lavoro della Provincia. Cassa integrazione. «È un'estate durissima - commenta Valeria del Pizzo, segretario Fillea Cgil - Questi dati si riferiscono ai primi tre mesi dell'anno e sono quindi la premessa rispetto a ciò che sta accadendo in queste settimane. Il dato più emblematico riguarda il ricorso alla cassa integrazione di aziende che fino ad ora non ne avevano mai avuto bisogno. Si tratta di Rosini, ad esempio, ma anche di Bardi: aziende ben strutturate, ma che per traghettare l'attività a settembre, superando il fisiologico periodo di stasi estivo, hanno dovuto ricorrere alla cig». I dati sulla cassa integrazione sono ancora alti e fanno da specchio a una situazione che sembra ormai cronica: a livello provinciale la diminuzione, rispetto all'anno scorso, delle richieste di cig ordinaria (-7,37%) è in strettissimo rapporto con l'aumento vertiginoso di quella straordinaria (+229,37%) e in deroga (+251,2%). Per il settore del legno, in particolare, le ore autorizzate di cassa integrazione per il primo trimestre 2011 sono 114.886 (oltre 14mila giornate lavorative), con un aumento del 39,54% rispetto al 2010.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
