Sicurezza
Tetto alle pensioni e tassare le rendite
Marta Quilici
A Santomato, il senatore Chiti spiega la ricetta del Pd
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PISTOIA. Per aumentare le pensioni basse, bisogna mettere un tetto a quelle alte. Tassare le rendite e non far pagare sempre e solo i lavoratori e i pensionati. Non toccare né scuola né sanità, rendendole ugualmente accessibili in tutto il paese in quanto basi per la democrazia e per l'emancipazione delle classi sociali più basse. E ancora. Puntare sulle energie rinnovabili di cui l'Italia potrebbe essere leader mondiale, mentre si trova a doversi rivolgere all'industria tedesca o a quella cinese. Ridurre il numero dei parlamentari a 300 deputati e 200 senatori. Cambiare la legge elettorale. Per il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, ospite giovedì sera alla festa comunale del Pd di Santomato, sono questi alcuni dei punti su cui il Pd dovrebbe mettere mano se fosse al governo. Titolo della serata, "Costruire la vittoria": una conversazione coordinata da Alberto Vivarelli, giornalista del Tirreno, tra Chiti e il segretario comunale del Pd Paolo Bruni. Alleanze, costi della politica, lavoro, distribuzione della ricchezza: tanti i temi affrontati su scala locale e nazionale. «In Italia abbiamo due dati che frenanno lo sviluppo: gli 80 miliardi di euro di interessi sul debito che ogni anno lo Stato deve pagare, e i 275 miliardi di euro di economia al nero. Sono due voragini che mangiano risorse che potrebbero invece essere spese nel sociale e nello sviluppo. Sul carico fiscale, inoltre, a pagare non devono essere sempre gli stessi. Il carico deve essere spostato sulle rendite, su quella parte di guadagno, cioè, che non viene reinvestito». Sui costi della politica, Chiti è stato duro. «Se ne parla solo quando il Pd si avvicina ad andare al Governo - fa notare Chiti -. È giusto adeguare le indennità parlamentari a quelle degli altri paesi europei da cui, però, non si discostano tanto. Piuttosto c'è da rendere le voci più chiare, comprese quelle dei rimborsi-spesa. Per i vitalizi adesso ogni parlamentare versa il 7% della propria indennità e dopo 5 anni di legislatura e ai 65 anni di età, prende il vitalizio. La proposta del Pd è di adeguarlo al sistema contributivo. Non si deve parlare solo di costi dei parlamentari, ma anche dei manager delle aziende pubbliche, ad esempio, e anche dei costi del "fare politica": se per una campagna elettorale il candidato deve sborsare, come accade, decine o centinaia di migliaia di euro di tasca propria, significa che siamo tornati a una politica di censo. Per questo servono dei partiti forti che sostengano i candidati». Infine le alleanze per le elezioni della primavera prossima. Paolo Bruni guarda all'autunno: «Tra settembre e ottobre - spiega - ci impegniamo a invitare a un confronto le altre forze che si oppongono al centro destra. L'idea è di una maggioranza larga, ma coesa. Mi auguro in autunno di poter contare su una piattaforma di coalizione. Se ci sarà più di un candidato, mi sembra che anche le altre forze condividano lo strumento delle primarie a cui dunque sarà rimessa la scelta del candidato».
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