Il dolore
«Mi ha colpito e ho pensato: è la fine»
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In alto Alfa Niccoli e Nando Luzietti nel loro negozio di Chiazzano entrambi con un vistoso cerotto sulla testa I due anziani edicolanti credevano fosse uno scherzo. Ma era una rapina
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PISTOIA. «Noi siamo qui a lavorare dalle sei di mattina e te, mammalucco, vuoi i soldi?» ha pensato. E, furibonda, non ci ha visto più. La 77enne ma vigorosa edicolante ha afferrato il bandito per le braccia e ha cominciato a scuoterlo, cercando di spingerlo via. «Allora ha tirato fuori la pistola e ha colpito prima me e poi mio marito, sulla testa». Mentre, dietro il bancone, racconta della rapina subita poco meno di ventiquattr'ore prima, Alfa Niccoli, con un vistoso cerotto sul cuoio capelluto che nasconde 6 punti di sutura, ha ancora negli occhi i lampi di quella rabbia che l'ha spinta a sfidare il malvivente. Così come, del resto, aveva fatto già una decina di anni fa, in un episodio fotocopia di quello avvenuto giovedì pomeriggio: unica differenza, allora il colpo sferrato con il calcio della pistola la raggiunse al collo. Nando Luzietti ed Alfa Niccoli, 83 e 77 anni, sposati da 27, sono i titolari dell'edicola tabaccheria di via Vecchia Pratese, a Chiazzano, proprio davanti all'ufficio postale. Un nuovo e più spazioso locale rispetto a quello distante poche decine di metri (lasciato nel 1998) in cui avevano subito la precedente rapina da parte di un bandito armato. Allora furono portate via 20mila lire, giovedì una stecca di sigarette del valore di 40 euro. Erano circa le 18,20. «Ha lasciato lo scooter fuori ed è entrato, con il casco il testa: lo fanno in tanti e non ci ha insospettito» racconta il signor Nando, che ha alle spalle anche più di 10 anni passati a lavorare nella tristemente famosa miniera di carbone di Ribolla. «Credevamo volesse giocare» prosegue. «E' venuto verso di noi - aggiunge la moglie Alfa, che ha cominciato a fare l'edicolante nel 1972 - e ha cominciato a gridare: "Fuori i soldi, fuori soldi, è una rapina". Credevo fosse uno scherzo, questi ragazzi ce lo fanno spesso. "Ma falla finita" gli ho detto, "Vieni, se vuoi giocare non c'è nessuno". E lui: "Voglio i soldi, voglio i soldi". "O falla finita" gli ho ripetuto. Ma lui è venuto dietro il bancone, voleva passare. Ho capito che faceva sul serio e non ci ho visto più dalla rabbia. L'ho preso per le braccia e ho cominciato a spingerlo. E lui ha tirato fuori la pistola, grossa così: uguale a quella che poi mi ha fatto vedere il maresciallo dei carabinieri». Il bandito ha afferrato l'arma per la canna e ha colpito la signora Alfa sulla testa. «Un colpo tremendo - racconta la donna - Doveva avere una forza... In quel momento ho pensato "È la fine". Mi sono toccata la testa e ho visto la mano piena di sangue. Poi ha cominciato a colarmi tutto sulla faccia. Non vedevo più nulla. Sono andata sulla porta e ho cominciato a urlare e a urlare: sono ancora fioca». Dopo aver colpito la signora Alfa, il bandito ha sferrato un colpo in testa anche al marito. «Il sangue ha cominciato a venir giù - racconta il signor Nando - Quando non l'ho più visto, credevo che se ne fosse andato. Ma evidentemente, dopo aver cercato di aprire la cassa, è andato dietro e ha preso la stecca di sigarette. Tutto questo per una stecca da 40 euro! Ci è andata veramente bene». Udendo le urla dell'edicolante, dal vicino circolo sono subito accorsi alcuni giovani. «Mio figlio Andrea - aggiunge Alfa - che era di sopra a cambiarsi, è sceso e ha fatto in tempo a vederlo scappare con le sigarette. Poi hanno chiamato le ambulanze e ci hanno portato all'ospedale. Ma guarda un po' se si deve subire anche queste cose. E non è la prima volta. E' successo già, quando ancora c'era la lira. Sentii mio marito gridare e scesi giù. Il bandito era già alla cassa, a prendere i soldi. "O che ci fai lì" gli gridai quando lo vidi. E comincia a tirargli cazzotti sul groppone. Lui si girò e mi colpì con la pistola».
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