Il Tirreno

Pistoia

«Impossibile la sicurezza assoluta»

Marta Quilici
A destra, Luciano Niccoli con Sandroni, ex cavaliere del Cervo
◗
A destra, Luciano Niccoli con Sandroni, ex cavaliere del Cervo

Luciano Niccoli, icona del palio pistoiese: «Forse con un tracciato diverso...»

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «Il fantino conduce il cavallo con una mano sola. Nell'altra stringe la lancia. L'obiettivo è un bersaglio di sei centimetri in una pista di quattro metri e lunga circa 150: la Giostra dell'Orso credo sia il gioco storico in assoluto più difficile. Le prestazioni richieste a cavallo e fantino sono elevatissime».  A descrivere il palio pistoiese non è un uomo qualunque: è Luciano Niccoli, fantino storico del Cervo Bianco, per 7 volte nell'anello della Giostra dell'Orso tra la fine degli anni '70 e la metà degli '80. Tanti gli Speron d'oro conquistati, una vera icona del palio pistoiese.  La notizia della morte della cavalla Sopran Ginestra, del rione del Cervo Bianco, caduta nelle prove di sabato sera e abbattuta il giorno dopo a causa della frattura scomposta alla zampa non fa piacere a nessuno.  In città la voce si era sparsa, ma l'ufficialità dell'abbattimento si è avuta solo mercoledì e non dagli organizzatori ma dal Tirreno. Né Comune né Comitato cittadino hanno mai confermato le voci, se non ieri, quando la notizia era stata ormai già diffusa: prima di allora si sono limitati a un «no comment» divenuto imbarazzante da spiegare quando la notizia, non per merito loro, è stata resa nota.  «Sono tanti anni che non accadeva una cosa del genere - spiega Niccoli -. Del resto, la gara è molto tirata, veloce, con tempi sempre più rapidi e che ci siano degli incidenti, purtroppo, va messo in conto. Gli organizzatori stessi hanno tutto l'interesse che questo non accada e non a caso la sicurezza negli anni è aumentata molto».  Sotto accusa, anche a bassa voce, il tracciato della gara. Ma modificando la forma del circuito, facendola cioè tonda invece che ellittica, non si potrebbe aumentare la sicurezza della gara?  «Bisognerebbe provare, ma forse sì - spiega Niccoli -: con un circuito tondo il cavallo rimarrebbe sempre sulla stessa linea di equilibrio, senza doverlo cambiare. Di soluzioni per scongiurare del tutto il rischio di incidenti, però, non ce ne sono».  I punti più pericolosi, comunque, sono proprio quelli in uscita dalle curve più strette, quelle del Tribunale e del Comune.  «Le cadute storicamente sono avvenute soprattutto in uscita dal Comune, dove la pista va un po' in discesa. A volte per colpire l'Orso si chiude troppo la curva. La cavalla di quest'anno però si è fatta male sulla curva lato-Tribunale. Rispetto a quando correvo io, comunque, la sicurezza è aumentata. Prima i fantini non avevano il casco e l'anello era circondato solo da transenne. La terra era battuta solo al centro della pista e non ai lati. Adesso, con i muretti, la sabbia può essere pressata su tutto il tracciato ed è meno pericoloso. Le prestazioni di cavalli e fantini, però sono aumentate».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze