Il Tirreno

Pistoia

Il ricavato della mostra all’associazione “Un cuore, un mondo”

«Eravamo soli e disperati, ci hanno aiutato a curare i nostri figli»

Beatrice Faragli
La mostra sarà ospitata nella splendida cornice di villa Smilea, a Montale
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La mostra sarà ospitata nella splendida cornice di villa Smilea, a Montale

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 MONTALE. Un cuore grande quanto una monetina. E' la misura del cuoricino di un bimbo appena nato. I fratelli Meoni, Mirko e Glauko, lo sanno bene. Nel giro di un mese e mezzo, nell'estate 2010, si sono ritrovati tutti e due ad assistere i loro figli in una camera d'ospedale. «Fino ad allora non sapevamo nemmeno cosa fossero i problemi cardiopatici nei bambini», dicono. Ma la realtà ha fatto irruzione senza sconti. In primavera è nato il piccolo Luca e in estate è toccato al cuginetto Paolo: entrambi con un cuore fragile. Forte e degno d'un gigante invece il loro attaccamento alla vita. «Quando arrivammo a Massa, all'ospedale G. Pasquinucci - ricordano i papà - eravamo spaesati e disperati. L'associazione "Un cuore, un mondo" e i suoi volontari sono riusciti a darci un supporto morale e psicologico».  La onlus, fondata nel 1993 da un gruppo di genitori di bimbi cardiopatici, è approdata a Montale pochi giorni fa per una tavolata benefica a villa Smilea, un evento che ha riunito oltre 250 persone e ha raccolto 6.300 euro da devolvere alla formazione toscana. E' anche grazie a questo prezioso intreccio di relazioni umane, storie personali e impegno sociale che la terra montalese potrà ospitare nel suo castello l'opera del Caravaggio. Il ricavato della mostra sarà interamente donato all'associazione: un gruppo impegnato sia nelle missioni all'estero che nell'accoglienza dei genitori a Massa. «In questo Comune - spiega Mirko Meoni - ci sono almeno altri cinque o sei bambini operati all'ospedale "del cuore" per problemi cardiopatici». L'intreccio del destino però, per i due fratelli montalesi, è stato davvero insolito. Mai, al Pasquinucci, erano arrivati due cuginetti a distanza di così poco tempo. «Mio figlio - racconta Mirko - era stato dimesso da qualche giorno. Quando mi hanno visto di nuovo a Massa gli infermieri m'hanno detto: "Meoni sei venuto a fare un controllo al bimbo?". E invece ero lì per mio nipote, appena ricoverato. Il coraggio, in quei momenti, ti viene. A un certo punto, sull'orlo del crollo, il primario della terapia intensiva mi prese, attaccandomi quasi al muro, e mi disse: «Nella vita di ognuno arriva un momento in cui bisogna tirar fuori gli attributi. Trova la forza dove vuoi, ma trovala».  «Quando eravamo lì - contina Glauko - io e Valentina ci sentivamo fortunati perchè stando tra quelle corsie ti capita spesso di vedere bambini che non ce l'hanno fatta. Questa storia - dice mentre Paolo e Luca giocano beati - bisogna guardarla come un bicchiere mezzo pieno».

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