Il Tirreno

Pistoia

Via Firenze, secondo le perizie Rodolf Leka viaggiava ad almeno 115 chilometri orari

Condannato ad un 1 anno e 4 mesi per l'incidente che costò la vita a Pacini

La scena del terribile incidente in via Firenze
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La scena del terribile incidente in via Firenze

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 QUARRATA. Aveva fatto quella manovra centinaia di volte. La faceva tutti i giorni, per provare le auto che aveva in officina. Quella volta però, lungo via Firenze, lo attendeva il destino. Vittima di un terribile scontro frontale, Roberto Pacini, 54 anni, era morto poche ore dopo nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Careggi.  Era l'8 giugno 2010. Ieri mattina, accusato di omicidio colposo, davanti al gup del tribunale è comparso il giovane albanese che era alla guida dell'auto che si era schiantata contro quella del conosciutissimo meccanico quarratino. Rodolf Leka, 21 anni, residente ad Agliana, è stato processato con il rito abbreviato, e condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il giudice dell'udienza preliminare, Alessandro Buzzegoli, lo ha inoltre condannato - in solido con la compagnia di assicurazioni - al pagamento di una provvisionale di 100.000 ai familiari della vittima, in attesa del risarcimento dei danni che sarà quantificato in sede di processo civile.  Accogliendo la tesi degli avvocati di parte civile, Elena Baldi e Fausto Malucchi, il giudice ha ritenuto che il giovane albanese stesse procedendo ad una velocità talmente elevata da rendergli impossibile compiere qualunque manovra per evitare l'impatto. Secondo la perizia condotta sui mezzi, la Volvo di Leka stava viaggiando ad almeno 115 chilometri orari.  Roberto Pacini ha lasciato la moglie, Daniela Montini, e due figli, Alessio, di 26 anni, e Lorenzo, 19. Era molto conosciuto a Quarrata, poiché aveva una concessionaria e officina autorizzata Renault a pochi passi dalla chiesetta di Santallemura.  L'incidente era avvenuto intorno alle 18.30. Pacini era al volante della Golf di un cliente e stava facendo manovra di fronte all'entrata dell'azienda Tosconova. L'impatto è stato devastante. Per due volte il suo cuore si era fermato, e per due volte i soccorritori erano riusciti a strapparlo alla morte. Trasportato in elicottero a Firenze, il 54nne artigiano era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale fiorentino di Careggi. Aveva smesso di vivere attorno alle 21,30.

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