Sicurezza
Concorso della bugia più ricco grazie allo show di Gene Gnocchi
Massimo Vitulano
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Provate a girare per Le Piastre nel pomeriggio di sabato prossimo. Troverete ad aspettarvi un'invasione di vignette ad ogni angolo di strada. Ma non lasciatevi ingannare: sono le vie del paese dei bugiardi e come tali cambieranno apposta il loro nome per disorientarvi. Potrete trovare anche un cartello che annuncia l'inizio dei lavori per la nuova Tav che collegherà Le Piastre a Collodi. Le vignette sono quelle dei partecipanti al Campionato italiano della bugia. Il concorso è in programma per il giorno seguente. Sono 34 gli artisti che vi hanno aderito, il numero più alto raggiunto da quando fu istituito il campionato.
La competizione vedrà molti altri concorrenti sfidarsi a suon di fantasiose bugie. Oltre a quella grafica, sono previste una sezione verbale e una informatica per coloro che, malgrado le distanze, desiderano dar prova delle proprie abilità. Largo alla finzione quindi. Tra le novità l'ambientazione natalizia con tanto di neve e Babbo Natale al seguito e l'inaugurazione dell'Ar Tarock Caffè. Altra interessante novità lo spettacolo del presidente di giuria Gene Gnocchi che, nell'attesa del verdetto, intratterrà il pubblico con le sue esilaranti battute. Per celebrare il personaggio di Pinocchio, autentico simbolo di un simile campionato, alcuni artisti allestiranno una mostra di scultura. La tenzone tra i maestri affabulatori inizierà alle 16,30 fino a che non sarà reso noto il nome del vincitore. Tra i membri di giuria e accademici onorari, il sindaco di Pistoia Renzo Berti e la presidente della Provincia Federica Fratoni. Gli organizzatori mettono in guardia: non bisogna confondere la bugia con le barzellette. Quella del beffare è un'arte raffinata, tanto più preziosa quanto meno gli ascoltatori sono consapevoli di esserne le vittime. L'importante è prendere ispirazione da fatti verosimili, che sarebbero potuti accadere a chiunque. La bugia consiste nell'aggiunta di un tocco fantasioso all'intera storiella. «In questi giorni alcuni negozi hanno messo in vendita un kit per i pedoni - dice Giancarlo Corsini, presidente dell'Accademia dei bugiardi - E' una valigetta di grande utilità per sopravvivere al traffico cittadino. Ci trovi dentro anche delle strisce pedonali ripiegabili. Attraversare la strada sarà molto più semplice in questo modo». La celia, come veniva chiamata un tempo, è l'ultimo testimone delle veglie in uso nella civiltà contadina del passato.
La famiglia si riuniva attorno al focolare per passare in compagnia le ultime ore della giornata. Era allora che i nonni raccontavano ai nipotini storie fantastiche popolate da orchi, fantasmi e streghe. Ed era sempre in queste occasioni che vedevano la luce le migliori bugie della tradizione. Da località a località i toni potevano assumere sfumature assai diverse. Non deve sorprendere che ancora oggi la beffa toscana si distingua per l'impareggiabile comicità. In fondo siamo tutti figli dello stesso burattino dal naso di legno.
La competizione vedrà molti altri concorrenti sfidarsi a suon di fantasiose bugie. Oltre a quella grafica, sono previste una sezione verbale e una informatica per coloro che, malgrado le distanze, desiderano dar prova delle proprie abilità. Largo alla finzione quindi. Tra le novità l'ambientazione natalizia con tanto di neve e Babbo Natale al seguito e l'inaugurazione dell'Ar Tarock Caffè. Altra interessante novità lo spettacolo del presidente di giuria Gene Gnocchi che, nell'attesa del verdetto, intratterrà il pubblico con le sue esilaranti battute. Per celebrare il personaggio di Pinocchio, autentico simbolo di un simile campionato, alcuni artisti allestiranno una mostra di scultura. La tenzone tra i maestri affabulatori inizierà alle 16,30 fino a che non sarà reso noto il nome del vincitore. Tra i membri di giuria e accademici onorari, il sindaco di Pistoia Renzo Berti e la presidente della Provincia Federica Fratoni. Gli organizzatori mettono in guardia: non bisogna confondere la bugia con le barzellette. Quella del beffare è un'arte raffinata, tanto più preziosa quanto meno gli ascoltatori sono consapevoli di esserne le vittime. L'importante è prendere ispirazione da fatti verosimili, che sarebbero potuti accadere a chiunque. La bugia consiste nell'aggiunta di un tocco fantasioso all'intera storiella. «In questi giorni alcuni negozi hanno messo in vendita un kit per i pedoni - dice Giancarlo Corsini, presidente dell'Accademia dei bugiardi - E' una valigetta di grande utilità per sopravvivere al traffico cittadino. Ci trovi dentro anche delle strisce pedonali ripiegabili. Attraversare la strada sarà molto più semplice in questo modo». La celia, come veniva chiamata un tempo, è l'ultimo testimone delle veglie in uso nella civiltà contadina del passato.
La famiglia si riuniva attorno al focolare per passare in compagnia le ultime ore della giornata. Era allora che i nonni raccontavano ai nipotini storie fantastiche popolate da orchi, fantasmi e streghe. Ed era sempre in queste occasioni che vedevano la luce le migliori bugie della tradizione. Da località a località i toni potevano assumere sfumature assai diverse. Non deve sorprendere che ancora oggi la beffa toscana si distingua per l'impareggiabile comicità. In fondo siamo tutti figli dello stesso burattino dal naso di legno.
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