Il Tirreno

Pistoia

Il cordoglio del vescovo

«Vite a rischio al servizio della pace»

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 PISTOIA. «Vicinanza, solidarietà, partecipazione al dolore delle famiglie, degli amici, dei commilitoni»: queste le parole del vescovo Mansueto Bianchi, nella cattedrale di Pistoia, sui tragici ultimi eventi in Afghanistan. Appena entrato in Duomo, dove si apprestava a presiedere la solenne messa per la festa di san Jacopo, patrono della città, monsignor Bianchi era stato direttamente informato dell'accaduto dalle autorità militari. Molto turbato, il vescovo ha riservato la prima parte della sua omelia - in una chiesa affollata di autorità e di cittadini - proprio alla vicenda afgana, manifestando il cordoglio suo e dell'intera comunità ecclesiale pistoiese.  Il vescovo ha anche elevato una commossa preghiera per la vittima «affinché il Signore accolga la vita spezzata e la faccia rifiorire nella sua casa».  Successivamente, al termine della messa, ha rilasciato una dichiarazione sulla presenza dei militari italiani in Afghanistan per esprimere «senso di ammirazione e di stima altissima per queste persone che, sotto l'egida Onu, esercitano una professione a rischio così elevato sapendo di mettere a repentaglio la loro vita per servire il cammino di un popolo e del mondo intero verso la pace».  A proposito del futuro di queste missioni militari, il vescovo ha infine ricordato che «le valutazioni spettano ai politici e ai responsabili delle istituzioni. Un vescovo - ha aggiunto - deve comunque dire che queste missioni devono calibrare con molta saggezza il rapporto fra costi e benefici soprattutto quando, tra i primi, svettano, al di sopra di ogni altra valutazione, le vite di così tanti giovani».

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