Gioco
Di Pistoia gli stranieri conoscono il Blues ma non il palio
Massimo Vitulano
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PISTOIA. La città, come tante altre località toscane, vanta un enorme patrimonio artistico. Questo la rende particolarmente ghiotta agli occhi dei turisti stranieri, ma non per gli italiani che, se proprio di città d'arte s'ha da parlare, preferiscono centri maggiori come Firenze o Siena. La tendenza sembra diffusa. Agli stranieri chiese e musei, agli italiani il turismo d'affari e congressuale. Ma esistono anche le eccezioni. «I clienti del nostro albergo sono per l'80% di tipo commerciale, il restante appartiene al turismo d'arte. In generale il rapporto tra italiani e stranieri è equilibrato» commenta Sansom, amministratore dell'hotel Patria. Tra i clienti stranieri soprattutto belgi, olandesi e tedeschi. Sorprende il fatto che molti di loro ignorino la tradizione della Giostra dell'Orso. Arrivano in città per visitare i luoghi di interesse culturale e rimangono un po' meravigliati nello scoprire l'esistenza di questa curiosa usanza. «Il Palio attira pochi clienti in confronto al Pistoia Blues, che al contrario ci permette di registrare ogni anno il tutto esaurito» afferma Luna Gigli, receptionist dell'hotel Leon Bianco. «E' capitato che alcune persone venute a sapere della Giostra mentre si trovavano in città, ci chiedessero un alloggio poche ore prima dell'evento», afferma Erika Beatrice dell'hotel Piccolo Ritz. Gli albergatori sono convinti che tutto questo sia dovuto alla scarsa promozione della Giostra all'estero, ma anche nel resto d'Italia. Si direbbe quasi che l'evento cittadino più pittoresco, in cui gli abitanti ritrovano la loro identità, sia considerato un prodotto a uso e consumo dei soli pistoiesi. Le strutture ricettive hanno fatto il possibile per resistere alla crisi del settore turistico, magari rivolgendosi a nuove fette di mercato come è accaduto con la Residenza Puccini. «I nostri clienti provengono da ogni parte del mondo, perfino dalla Mongolia. Negli ultimi anni c'è stato un sensibile aumento dei turisti russi», racconta Maria Gloria Tessitore, receptionist della struttura. Una cosa è certa. Molte persone vengono a Pistoia per i suoi festival, come accade ogni anno per il Blues e per Dialoghi sull'uomo, o per manifestazioni sportive come la Pistoia-Abetone. Nella promozione di questi avvenimenti un importante ruolo spetta alle istituzioni e agli uffici turistici. Le tradizioni e gli eventi più caratteristici hanno bisogno di superare le mura cittadine, trovare un pubblico più variegato, altrimenti il rischio di sparire dalla memoria collettiva si farà sempre più minaccioso.
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