Sicurezza
Due i privati che hanno risposto al bando e che sono disponibili ad accoglierlo sui propri terreni
Parco solare tra Montale e Stazione
Beatrice Faragli
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Un parco solare termodinamico Comune ed Enea stanno studiando i siti. A settembre la decisione
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MONTALE. I privati hanno risposto alla chiamata comunale. «Un paio», conferma l'assessore Lisa Taiti, le candidature arrivate dai proprietari interessati ad accogliere un impianto solare termodinamico sui propri terreni. Le potenziali sedi del parco energetico, progetto firmato dalla giunta Scatragli in tandem con Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie), si concentrano negli appezzamenti di terra sotto il centro abitato del capoluogo, scendendo verso Stazione. «La valutazione su questi spazi - dice Taiti - è in corso. A settembre avremo un quadro più completo e inizieremo anche a informare la cittadinanza». L'impianto, almeno sulla carta, produrrà energia elettrica tra i 250 e i 500 kilowatt e termica tra l'1,5 e i 3 megawatt. «Il tutto - ricorda l'assessore - senza alcuna combustione ma esclusivamente col supporto del sole e delle biomasse». La produzione cioè sarà a emissioni zero. «Se proprio vogliamo parlare di impatto - precisa Taiti - l'unico di cui potremmo discutere è quello visivo. Su rumore e inquinamento però siamo al sicuro: questa è una tecnologia innovativa». Insieme alla caccia al terreno sono partite anche la rincorsa ai fondi e i contatti con la Provincia di Pistoia. «Ci stiamo muovendo per intercettare le risorse. Diverse le vie d'accesso ai soldi: dal livello europeo a quello ministeriale, fino ai finanziamenti facilitati». E intanto, proprio in questi giorni, il Comune di Montale ha messo in piedi i primi confronti col palazzo di piazza San Leone, in vista dell'autorizzazione provinciale necessaria all'impianto. «Sia l'iter autorizzativo, sia quello materiale di realizzazione non sono percorsi complessi, anzi. Nel giro di un anno - spiega l'assessore all'ambiente - mi auguro di vedere i primi risultati concreti». Su quella fascia di terreno montalese candidata a sito dell'impianto, «c'è anche una porzione di terra comunale». I tecnici dell'Agenzia nazionale stanno valutando tutte le possibilità di sistemazione del centro anche se, a maggio, l'amministrazione locale aveva bollato le metrature delle proprietà pubbliche come inadatte a una simile ipotesi d'impianto. Lo spazio ideale infatti si aggira tra i 20mila e i 40mila metri quadri, gli stessi richiesti anche nell'avviso pubblico - una manifestazione d'interesse senza troppi obblighi nè paletti - aperto in primavera e chiuso il 1º luglio scorso. «Noi, insieme ad Enea, stiamo cercando con grande fatica di far quadrare i vari aspetti del progetto per settembre - dice la Taiti - in modo da poter presentare una previsione d'impianto completa tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno».
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