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Pistoia

«Pistoia in bici», il Comune ci riprova, affidato l'incarico

Fabio Calamati
«Pistoia in bici», il Comune ci riprova, affidato l'incarico

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PISTOIA. Il Comune ci riprova. "Pistoia in bici" sulla carta era una bella idea: parcheggi l'auto e vieni in centro pedalando, su fiammanti biciclette che il Comune si preoccupa di noleggiare a poco prezzo.

Peccato che, lanciata nel maggio 2006, l'iniziativa durò appena pochi mesi: poi le biciclette iniziarono a sparire e le colonnine elettroniche ad essere prese di mira dai vandali. Anche Palazzo di Giano diede l'impressione di non impegnarsi più di tanto in quel progetto che pure aveva inaugurato con tanta convinzione, sottolineando che Pistoia era la seconda città in Italia, dopo Cuneo, ad adottare un servizio del genere. Cinque anni dopo, la giunta Berti ritenta l'operazione.

Forte del finanziamento ottenuto dalla Regione per il piano Pac (quello contro l'inquinamento atmosferico, che prevede anche le Domeniche ecologiche), ha ripreso contatto con la ditta Comunicare srl di Torino, che già nel 2006 installò tutto il sistema. Per un compenso di 9.500 euro, i piemontesi dovranno rimettere in piedi il sistema "Pistoia in bici".

Per intanto il primo intervento è già visibile: dalle colonnine sono stati disinstallati i blocchi elettronici che servivano a contabilizzare il tempo di utilizzo delle biciclette. Appena saranno in condizione di funzionare di nuovo, si passerà al recupero e alla sostituzione delle biciclette.

La sperenza è di riuscire entro l'autunno a far ripartire il servizio. «Era uno dei nostri obiettivi - ricorda l'assessore alla mobilità Riccardo Pallini - ed abbiamo fatto i primi passi per rispettarlo. Quando tutto sarà pronto faremo la gara per la gestione del sistema».

La nuova "Pistoia in bici" funzionerà come quella vecchia, con le tesserine magnetiche da inserire nelle colonnine per sbloccare una bici, che poi potrà essere riconsegnata anche in una postazione diversa da quella di patrtenza. Le postazioni complessivamente sono 5 per 42 biciclette, piazzate nelle vicinanze dei parcheggi di attestamento, come piazza Oplà, piazza San Francesco o via Cellini o in punti strategici della città come la stazione Fs o il Globo.

Ma non c'è il rischio che, utilizzando lo stesso meccanismo, si ottenga lo stesso risultato di sei anni fa, cioè la sparizione della maggior parte delle bici e le colonnine in tilt? «Per cambiare il sistema - replica Pallini - ci vorrebbero risorse di cui non disponiamo. Anche perché, va ricordato, le nostre tesserine sono le stesse in funzione in altre città, come Prato, quindi non possiamo modificarle da soli.

Comunque questa volta ci sono alcune novità importanti: denoteremo in maniera molto più forte il servizio come turistico, coinvolgendo gli operatori del settore e distribuendo le tessere negli uffici informazioni e nelle strutture turistiche cittadine. Poi nella gara per la gestione chiederemo anche un controllo quotidiano delle bici e degli impianti. Infine bisogna ricordare che molte delle postazioni di bici sono già sottoposte al controllo video, questo dovrebbe scoraggiare i malintenzionati».

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