Il Tirreno

Pistoia

Ombrone, crolla il muro d'argine

Beatrice Faragli
Eleanna Ciampolini
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Eleanna Ciampolini

Il cedimento nella notte di giovedì in via Castel del Fabbro ad Agliana

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 AGLIANA. «Ho sentito uno schianto al tocco di notte. Pensavo fosse cascato un fulmine ma non ho avuto il coraggio d'andare a vedere. All'alba mi sono resa conto di tutto: il muro sull'argine dell'Ombrone era crollato». La signora Paola Piera Sgrilli, residente in via Castel del Fabbro, giovedì mattina s'è ritrovata con i pezzi di cemento sotto il portone di casa. Su quel punto del torrente il Consorzio Ombrone sarebbe già dovuto intervenire e, invece, le 25 famiglie che abitano vicine al corso d'acqua stanno ancora aspettando la messa in sicurezza dell'arginatura. «E' andata bene, poteva finire in tragedia. Là sotto - dicono i residenti - poteva restarci uno dei nostri bambini. Su questa corte ci sono sempre i piccoli a giocare. Tutti lo sanno che l'argine è pericoloso ma nessuno fa niente. Ormai non c'è nemmeno più la terra, è rimasta solo la sabbia. C'avevano detto che sarebbero venuti a fare i lavori nel febbraio scorso ma non è andata così. Qualche tempo fa poi hanno di nuovo assicurato la partenza dell'opera per il primo di luglio. Stamani infine (ieri, ndr) è venuta anche la "sindachessa" (Eleanna Ciampolini, ndr) e c'ha detto che l'intervento doveva già essere partito».  Ed è proprio sul Comune che gli abitanti della Ferruccia puntano il dito. «Ad aprile - spiegano - il Consorzio è venuto e ha sistemato una parte dell'argine. I lavori però si sono interrotti (non arrivando quindi al punto che ha ceduto mercoledì notte, ndr) per un problema burocratico, un'operazione che il Comune d'Agliana avrebbe dovuto valutare prima, senza far fermare gli interventi una volta partiti». L'ostacolo, secondo quanto spiegato alle famiglie, starebbe tutto nei due ruderi costruiti a ridosso del muro d'arginatura: «Pericolanti e già consegnati dai proprietari al Comune nei mesi scorsi». «E' responsabilità comunale, adesso, buttarli giù e l'ente poteva senza dubbio pensarci per tempo, fare gli accordi e risolvere il problema» dicono.  Intanto il sindaco Eleanna Ciampolini annuncia un incontro col Consorzio Ombrone per la prossima settimana. «Per ora - spiegano i residenti - non c'hanno saputo dire nulla. Sono venuti e hanno messo questi sostegni di legno a reggere il muro».  Con i lavori sul lato opposto del torrente, quello quarratino, il tratto che costeggia via Castel del Fabbro è diventato l'anello più debole. La gente, qui, non dimentica la paura degli inverni scorsi e le notti insonni passati a vegliar l'Ombrone. «Per il prossimo inverno - dicono già alcune signore - andiamo via a dormire». Non c'è bisogno d'aspettar la piena però per fare la conta dei disagi: «Basta guardar le canne» precisa una residente. «Quelli del Consorzio passano una volta all'anno. L'argine è impraticabile, ricoperto completamente di sterpaglie, e in casa entrano i topi e le serpi».

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