Il dolore
Indagine sui dipendenti del call center Call & Call
Nel labirinto degli orari
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Valeria Del Pizzo (Cgil) presenta la ricerca ai dipendenti della Call&Call Casa-lavoro, serve un'armonizzazione
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PISTOIA. Donne sole con una persona anziana da accudire; divorziate con figli a carico; ma anche uomini (ed è questa la novità) padri di bambini piccoli. Per loro lavorare 8 ore al giorno, magari a turni o senza un orario fisso, diventa difficile e la richiesta di conciliare esigenze di vita e lavorative si fa sempre più alta. È intorno a questo punto che ruota l'indagine svolta nell'ambito del progetto Qogc (Qualità e ottimizzazione della gestione con il cliente) finanziato dalla Provincia sul campione di 496 lavoratori (di cui 422 donne) del call center Call&Call di sant'Agostino. L'indagine, dal titolo "La conciliazione vita-lavoro a prova di call center", mostra come siano le donne quelle che hanno più bisogno di conciliare le esigenze personali con quelle lavorative, nella maggior parte dei casi per impegni familiari o domestici. Negli uomini, invece, il numero si abbassa, ma torna ad alzarsi quando si tratta di padri. La presenza di uno o più figli, dunque, risulta tra i maggiori fattori che spingono i lavoratori a chiedere un cambiamento o una maggiore flessibilità dell'orario di lavoro. Dei 496 lavoratori del call center ben il 41% ha dichiarato di aver bisogno di cambiare il proprio orario, mentre al 53% va bene quello che ha. Quasi il 60% degli intervistati non ritiene confacente alle proprie necessità l'orario di apertura degli esercizi pubblici cittadini: la maggior parte vorrebbe che i negozi e i servizi facessero orario continuato e rispettassero orari di apertura più ampi. L'indagine è stata presentata ieri pomeriggio all'interno del call center Call&Call da Valeria Del Pizzo e da Martina Tonini che hanno elaborato lo studio. Erano presenti anche la presidente della Provincia Federica Fratoni, l'assessore provinciale alla formazione e sviluppo economico Paolo Magnanensi e Umberto Costamagna, presidente Call&Call Holding. Il progetto è nato durante i corsi di formazione sulle pari opportunità (e non solo) svolti in azienda, tenuti da Valeria del Pizzo e Sara Simboli e finanziati dalla Provincia. I partecipanti hanno risposto a un questionario che ha dato vita al dossier. Le persone hanno anche esposto alcune esigenze aperte. Tra queste, la pianificazione mensile (e non settimanale) dell'orario di lavoro, la possibilità di avere un orario fisso e possibilmente non serale, la riduzione della pausa pranzo da due ore a mezz'ora (inutile, soprattutto per chi viene da fuori e non può dunque tornare a casa per pranzo). M.Q.
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