Il Tirreno

Pistoia

Il drammatico racconto della barista che ha visto morire il marito nell’auto finita nella scarpata

«E poi ci siamo cappottati»

Tiziana Gori
La Renault Clio in fondo alla scarpata lungo la Pistoia-Riola
◗
La Renault Clio in fondo alla scarpata lungo la Pistoia-Riola

In bilico per quindici minuti prima di precipitare

4 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «È troppo tardi, ho urlato ai vigili del fuoco. E poi ci siamo cappottati. Una, due, tre volte». Loriano Bonacchi si era slacciato la cintura. Voleva tentare di uscire, ma poi ha pensato a Roberta. «Se esco - mi ha detto - l'auto potrebbe sbilanciarsi ancora più velocemente». Quando la Clio si è mossa probabilmente ha tentato di uscire dal finestrino. Una fine drammatica.  Dal letto d'ospedale dov'è ricoverata, Roberta Bonacchi torna con il ricordo all'incidente sulla Pistoia-Riola in cui giovedì pomeriggio ha perso la vita il marito Loriano. Avrebbe compiuto 59 anni il 14 agosto. «Stavamo insieme da 40 anni», racconta con emozione. «Si sono sposati - aggiunge la sorella di Roberta, Loriana, un angelo custode accanto al suo letto - che lei aveva solo 16 anni, e lui 4 di più. Tutti dicevano che era incinta, ma Emanuele è nato diversi anni dopo. Si volevano bene davvero». Lui di Pontenuovo, lei di Monsummano, non si sono più lasciati. Dalla loro unione sono nati 3 figli: Emanuele (34 anni), Emanuela (29 anni), Marco (19 anni).  Roberta Damiani Bonacchi è una donna forte. Le lacrime compaiono solo quando ricorda la devozione del marito: «Viveva per me, era la mia ombra». Tra un anno Loriano avrebbe finalmente raggiunto la pensione. Tornitore per oltre 30 anni, anche per aziende importanti come la Breda. Da qualche anno aveva lasciato, a causa di problemi di salute, e faceva il coltivatore. Si dedicava alla casa di via Cialdina, in Candeglia, e ai suoi animali.  «Io e i ragazzi - spiega Roberta - abbiamo gestito per 4 anni, in estate, un bar a Lido di Camaiore. Comprando i locali di via Stracceria, è stato il pensiero, la famiglia sarà di nuovo tutta insieme».  I locali sono quelli della vecchia farmacia-drogheria Petrini, in via Stracceria. Da tre anni Roberta e i due figli maggiori l'hanno trasformata nel Bar 78. Uno degli esercizi commerciali più conosciuti della Sala. Loro, gestori cordiali e apprezzati che sono stati colpiti da un dramma vero, sono circondati in queste ore dall'affetto di amici, clienti e conoscenti.  «Cosa ci vuol fare? È la vita, è stata una disgrazia», trova la forza di dire Emanuele Bonacchi, che ha raggiunto la madre dopo aver visto la salma del padre nell'obitorio dell'ospedale del Ceppo. Nessuna autopsia, il magistrato ha ritenuto che non fosse necessaria.  Roberta Bonacchi ha un trauma cranico e toracico, e varie contusioni sul corpo, ma le sue condizioni non sono gravi. Aveva la cintura allacciata, particolare che le ha salvato la vita.  I ricordi sono nitidi. «Stavamo salendo sulla Pistoia-Riola per andare all'Acquerino. Lo facevamo almeno 2-3 volte la settimana. Stavamo parlando, Loriano aveva il finestrino aperto. Dopo la curva (circa due chilometri sopra la pieve di Valdibure, ndr) la Renault ha slittato. Non so, forse per l'asfalto scivoloso. Siamo finiti tra le frasche, nella scarpata».  Nel sottobosco che divide la Riola da una stradina sterrata. «Siamo rimasti in bilico, credo, per una quindicina di minuti. Loriano si è slacciato la cintura, voleva scendere, poi c'ha ripensato: «Se esco io, col tuo peso la macchina si può ribaltare. E allora è rimasto sopra». Roberta ha telefonato ai vigili del fuoco, chiedendo aiuto. Mentre i pompieri salivano in Valdibure, la Renault ha perso quella poca aderenza che la teneva in equilibrio precario. C'è un particolare che fa venire i brividi nel racconto di Roberta Bonacchi. «I vigili del fuoco ci hanno richiamato, chiedendo se eravamo feriti. In quel momento l'auto ha iniziato a scivolare: «È troppo tardi», ho gridato. E ci siamo cappottati».  L'auto si è capovolta 2-3 volte e poi è finita, di traverso, contro il tronco di una quercia. Loriano Bonacchi aveva probabilmente cercato di uscire dal finestrino, una decisione che si è rivelata fatale. «L'ho visto per terra, ho capito che era morto», racconta la moglie.  Appena si è ripresa, è uscita dal finestrino dal lato del guidatore. Il marito era lì, a pochi centimetri dalla Renault, ormai morto. Seduta, le mani incrociate e lo sguardo perso, Roberta ha atteso i soccorsi.  I funerali, oggi alle 15 alla Misericordia di via del Can Bianco, dove, nella cappelle del commiato, la salma è esposta da ieri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa