Il dolore
Scuole, accorpamenti forzati
Luca Giuntini
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L’assessore provinciale all’istruzione Paolo MagnanensiL'ordine nella manovra del governo. 13 scuole nel mirino
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PISTOIA. Un atto di forza che travalica le competenze e rischia di gettare nel caos le scuole pistoiesi. L'ultima manovra finanziaria del governo Berlusconi contiene misure che fanno «gridare vendetta» alla Provincia, per usare le parole dell'assessore all'istruzione Paolo Magnanensi. Colpa di una disposizione, "nascosta" tra le pagine del decreto legge, che obbliga Regioni e Provincie a trasformare dall'anno scolastico in partenza a settembre tutti gli istituti scolastici in istituti comprensivi (ovvero quei plessi che raggruppano scuola di infanzia, elementare e media). Non solo: tutte le scuole frequentate da meno di 500 alunni non avranno più un preside ma un "reggente" che, a causa degli accorpamenti, dovrà barcamenarsi nella gestione di più istituti. Il tutto nei pochi mesi che ci separano da settembre. Una missione imposibile, insomma. Per far fronte all'aumento delle iscrizioni all'anno scolastico 2011-2012 (sono circa 770 gli alunni iscritti in più rispetto all'anno precedente) la Provincia intanto ha stanziato 65mila euro per acquistare nuovi banchi e sedie. La presentazione del rapporto 2009-2010 dell'Osservatorio scolastico provinciale, documento che fotografa annualmente lo stato delle scuole pistoiesi, si è trasformata in una sorta di attacco frontale al governo. «In poco più di un mese e mezzo questo governo, con un atto che non gli spetta perché di competenza delle Regioni e, di riflesso, delle Provincie, ci chiede di trasformare tutti e 13 gli istituti pistoiesi che ancora non lo sono in istituti comprensivi - commenta Magnanensi - istituti che dovranno avere minimo 1.000 alunni, mentre oggi possono essere massimo 900. In più toglie alle Roncalli e al De Franceschi di Pistoia, al Chini di Montecatini e all'Anzilotti di Pescia la figura del preside perché queste scuole hanno meno di 500 alunni. Non solo non c'è il tempo materiale per effettuare queste razionalizzazioni, ma in un panorama dove il personale Ata viene tagliato e il numero degli alunni è in costante aumento, com'è possibile chiedere di occuparsi di scuole più grandi e numerose avendo a disposizione meno personale dirigente e di servizio? Spero che questa norma venga rivista e che Tremonti l'abbia scritta senza discuterne con la Gelmini. La Regione farà sicuramente ricorso e personalmente ho già inviato tutte le mie perplessità al rappresentante toscano del Ministero dell'istruzione». Delle 13 scuole d'infanzia, elementari e medie che dovranno trasformarsi in istituti comprensivi, 8 sono quelle sparse tra Pistoia, Marliana e Quarrata: la scuola media Marconi-Anna Frank, la scuola media Roncalli e la scuola media Bonaccorso da Montemagno di Quarrata; più le scuole d'infanzia e elementari raggruppate nel terzo, quarto e quinto circolo didattico di Pistoia e nel primo e secondo circolo didattico di Quarrata. A parte tutte le difficoltà la scuola pistoiese rimane comunque una delle più attrattive. Sono 1.452 gli alunni degli istituti superiori che nel 2009 si sono spostati dalle provincie vicine (soprattutto da Lucca, Prato e Firenze) per frequentare le scuole pistoiesi, in particolare l'Alberghiero di Montecatini, il Capitini di Agliana e gli istituti di Pescia.
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