Il Tirreno

Pistoia

Un consorzio non solo di formaggi

Elisa Valentini
Forme di pecorino a latte crudo
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Forme di pecorino a latte crudo

L'apertura alle aziende tipiche per promuovere il territorio

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 SAN MARCELLO. Il Consorzio Montagne e Valli di Pistoia espande la propria attività verso nuove produzioni. La notizia è stata riferita dal direttore Renzo Malvezzi a margine del breve convegno che si è tenuto domenica scorsa a Butale di Spignana. «Da tempo - ha detto Malvezzi - avevamo intenzione di allargare la base del consorzio, nato per la salvaguardia e valorizzazione dei prodotti caseari, a nuove produzioni tipiche della provincia di Pistoia».  C'è ancora qualche dettaglio da definire, ma la modifica dello statuto è già compiuta. Il nuovo documento prevede una suddivisione in sei sezioni dove confluiranno i vecchi e nuovi membri del consorzio.  Questi non saranno più esclusivamente casari poiché saranno ammesse altre produzioni zootecniche o complementari a quelle dei formaggi a latte crudo. «Pecorino a latte crudo della Montagna Pistoiese presidio Slow Food; altri formaggi ovini, vaccini, caprini; carni bovine; salumi, miele e prodotti ittici; produzioni agricole e zootecniche complementari; fagiolo di Sorana presidio Slow Food. Ogni sezione, con le sue peculiarità, sarà regolata da un disciplinare ad hoc che risulterà più stringente per i prodotti presidio Slow Food».  Il consorzio offrirà un ventaglio diversificato di produzioni per valorizzare al meglio le eccellenze della tradizione agricola e zootecnica pistoiese. «Il prodotto tradizionale è veicolo privilegiato di promozione e muove una buona fetta di turismo. Un'offerta efficace deve saper comunicare l'intero territorio attraverso le sue eccellenze: dai formaggi all'olio, dalle trote ai salumi al vino. Il consorzio vuole essere un punto di coordinamento senza perdere la sua identità originaria di associazione di allevatori i quali avranno maggior peso nel consiglio direttivo».  L'incontro di domenica - che ha visto come relatori l'assessore provinciale all'agricoltura Mauro Mari, il direttore di Cipat-at Pistoia Marco Masi, Anna Acciaioli e Sara Esposito docenti presso il Dipartimento di Biotecnologie agrarie dell'Università di Firenze - ha riunito diversi casari della montagna e si è incentrato sulla presentazione del manuale "La caseificazione aziendale nella provincia di Pistoia - corso pratico per gli allevatori". La pubblicazione raccoglie una sintesi di tutte le lezioni tenute dalle due docenti e da Giampaolo Gaiarin - responsabile qualità Trentingrana - durante il corso di formazione per allevatori tenuto nell'inverno scorso e interamente finanziato dal fondo sociale europeo.  Il corso, di taglio molto pratico, sarà ripetuto nel prossimo autunno mentre da gennaio partirà il percorso di specializzazione per chi ha già frequentato il primo livello. «Il programma - conclude Acciaioli - prevede anche le tecniche di filatura e coagulazione presamica per la produzione di mozzarelle e formaggi caprini spalmabili che rinnoverebbero l'offerta del consorzio».

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