Proteste
La Ciet rischia la revoca degli appalti
Presidio davanti alla prefettura dei lavoratori senza stipendio da mesi
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PISTOIA. Presidio dei lavoratori della Ciet, ieri mattina, sotto la Prefettura. Senza stipendio da alcuni mesi e con la paura di un fallimento dell'azienda, i 25 lavoratori pistoiesi della Ciet sono stati ricevuti dal capo di gabinetto. La Ciet Impianti ha sede ad Arezzo e nel centro Italia conta circa 900 dipendenti, di cui un centinaio in cassa integrazione. A Pistoia ha l'appalto per l'installazione delle linee Telecom. Dei 25 dipendenti pistoiesi, tre sono in cassaintegrazione, di cui uno da ben due anni. «Gli accordi con il ministero del Lavoro - spiega il segretario Fiom, Nicola Riva - prevedevano una cig a rotazione e l'anticipo delle rate dell'ammortizzatore da parte dell'azienda. Niente di questo è avvenuto, anzi. I lavoratori in cig non ricevono niente da marzo, mentre quelli al lavoro devono avere gli stipendi di maggio e giugno». Quello che spaventa di più i lavoratori sono però i problemi finanziari dell'azienda. «Il commendator Piero Mancini, titolare dell'azienda - continua Riva - è stato coinvolto più volte in procedimenti giudiziari, ultimo dei quali pochi giorni fa, per l'evasione fiscale di 7 milioni di euro. Ciet sembra non poter contare più su alcuna liquidità, tanto che a Pistoia deve 250mila euro a una delle aziende a cui subappalta le commesse Telecom. Lo stesso accade con un'impresa di Pisa, a cui deve 380mila euro. La paura è che, non potendo più contare sul subappalto, Ciet non riesca a soddisfare le esigenze di Telecom e che questa le revochi quindi gli appalti come ha già fatto a Savona». La Fiom ha chiesto un intervento del prefetto presso il ministero dello Sviluppo economico per scongiurare la rottura dei rapporti con Telecom e incentivare la cessione dell'impresa da Ciet a un'altra società più stabile, per mantenere almeno le maestranze. M.Q.
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