Il Tirreno

Pistoia

«Basta con la Riserva biogenetica»

Sauro Romagnani
La Riserva biogenetica di Abetone
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La Riserva biogenetica di Abetone

Il comitato Salvacqua: «Frena lo sviluppo turistico di Abetone»

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 ABETONE. Una petizione popolare, un ennesimo grido d'allarme per Abetone che cerca nuove vie di sviluppo turistico. Dopo il recente convegno di Confcommercio "Appennino: 365 giorni di vacanza", dopo la comunicazione di alcuni risultati della ricerca universitaria "Toscana Turistica-Sostenibile & Competitiva", è il comitato Salvacqua di Abetone che si muove.  Lo fa lanciando una proposta che farà certamente discutere. Il comitato Salvacqua di Abetone il cui direttivo è composto da Paolo Fontana, Lino Bonacchi, Franco Pagliai, Alessandro Agostini e di cui è presidente Antonio Rigatti Di Grazia, avvocato e azionista di maggioranza dell'Hotel Abetone & Piramidi di Abetone, ha lanciato una petizione popolare.  «Abbiamo bisogno di sviluppare il turismo, non solo in inverno, ma anche in estate - dice l'avvocato Rigatti -. Dobbiamo puntare su manifestazioni sportive, sul turismo sportivo capace di spostare grandi masse di persone. Ma questo contrasta con la presenza ad Abetone della Riserva naturale biogenetica, perché per sua natura esclude ogni presenza umana al suo interno. Qui, è bene dirlo chiaro, non c'è alcuna polemica con le autorità forestali preposte ad applicare le leggi».  Secondo Rigatti, l'Abetone, per il 60 per cento del territorio, è assimilabile all'isola di Montecristo, dove neppure si può attraccare: «Domandiamoci come possiamo fare a sviluppare il turismo nel periodo estivo, in queste condizioni? Pensiamo che non si è realizzata la centrale a cippato di legno perché si sarebbero dovute costruire le strutture nella foresta e questo non è consentito. E' la legge che è sbagliata. Dobbiamo far capire alle autorità che qui c'è un bel problema di sopravvivenza. I casi sono due: o le autorità ci mettono in condizioni di campare oppure ci danno dei sussidi per sopravvivere».  Il comitato chiede condizioni precise: «Bisogna poter accedere alla riserva biogenetica. Pensi, qui siamo rimasti ad usi medievali. Un abetonese non può raccogliere nella foresta nemmeno un ramo secco per poterlo bruciare. Ma non solo. È una grande sciocchezza avere una riserva che ospita all'interno delle case. Ci sono anche problemi di sicurezza. Pensi alla stessa strada statale, alle case, dove le piante sono a distanze non di sicurezza in caso di caduta».  Il comitato chiede che sia rivista la legge in modo che sia data la possibilità di fare dello sport all'interno della foresta: gare campestri, tiro con l'arco, mountain bike e altri sport d'attrazione: «È troppo?», chiede l'avvocato che precisa: il problema non riguarda la riserva orientata di Campolino, «quella è un bene che ci sia. Noi parliamo della Riserva naturale biogenetica di Abetone. Questa va declassata».

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