Il dolore
Raid vandalici in due cimiteri
Tiziana Gori
◗
A sinistra, i cassonetti bruciati in via di Badia, tra Badia e Canapale. Sopra, un agente mostra una croce staccata dalla sede nel cimitero di Badia A lato, tombe danneggiate nel cimitero di Canapale Nella notte tra domenica e lunedì a Badia e Pacciana e Canapale
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Lapidi divelte e gettate a terra, foto staccate dalle piccole edicole in marmo e buttate su altre tombe, vasi di fiori rovesciati sul ghiaino. I parenti dei defunti che ieri mattina si sono recati di buon ora nei cimiteri parrocchiali di Badia a Pacciana e Canapale li hanno trovati a soqquadro, devastati dall'ennesimo raid vandalico ai danni di cimiteri di periferia. «Sono 48 in tutto, e facciamo fatica a controllarli», spiegava ieri mattina un funzionario comunale agli agenti di polizia intervenuti in via dei Bartolini, stradina di campagna lontana da abitazioni in cui si trova immerso il cimitero parrocchiale di Badia a Pacciana. I cimiteri in città hanno un custode, non quelli delle frazioni periferiche, che non sono nemmeno provvisti di sistemi di allarme e restano aperti tutta la notte. Niente dei danni subìti dai cimiteri di Badia e Canapale fa pensare a messe nere o riti iniziatori per adepti di sette. Più semplicemente, la polizia pensa a persone in vena di divertimenti idioti dopo qualche bevuta di troppo. Ma resta il danno da riparare, e ripagare, per le famiglie che si sono trovate le tombe danneggiate, e rimane soprattutto l'amarezza per la profonazione dei luoghi di riposo dei propri cari. «Ma perché - si chiede la signora Daniela, che nel cimitero di Badia ha diversi parenti - simili comportamenti? Guardi qua», dice indicando la tomba del cugino, da cui è stata divelta la croce in legno, gettata ad alcuni metri di distanza. Dalla cappella è stato preso un vaso, gettato su una tomba all'esterno. Altri vasi, presi a calci, sono rotolati sulla ghiaia. Delle foto sono state staccate dai baldacchini in marmo e gettate a metri di distanza. Alcune croci sono state divelte e scaraventate via. I vandali sono entrati probabilmente dall'ingresso laterale. Le tombe danneggiate sono tutte nell'ala che dà su quell'ingresso. «Davanti all'ingresso principale - spiega Annalisa Paolieri, una delle prima ad accorgersi del raid - c'è un lampione e dei faretti. Peccato che non ci sia nessun allarme». La polizia riceve una telefonata. Anche da Canapale segnalano tombe divelte nel piccolo cimitero. Il tempo di aspettare i colleghi della scientifica, che scattano le foto ed eseguono i rilievi, e poi via verso la frazione confinante. Qui il "passaggio" notturno ha portato minore devastazione. Se a Badia si contano danni ad una quindicina di tombe (non ai loculi, ndr) a Canapale ci si ferma a cinque. E perlopiù si tratta di croci in legno staccate dalla sede della tomba. Da ricollegare agli stessi vandali autori del raid nei cimiteri il fuoco appiccato a tre cassonetti. Due in via di Badia (che collega Badia a Canapale). Il terzo in via di Mosino, ad Agliana. I vigili del fuoco sono stati chiamati alle due del mattino tra domenica e lunedì. Probabile che il "mini tour della devastazione" fosse terminato poco prima.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
