Sicurezza
Povertà, alla Caritas 500 persone al mese
Marta Quilici
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PISTOIA. La povertà investe anche le famiglie. La crisi economica erode il ceto medio, crea nuovi poveri e va a infoltire la schiera di chi non arriva alla fine del mese. A bussare alle porte di Caritas e servizi sociali non è più soltanto lo straniero o la persona sola. Ma anche il capofamiglia che con il suo reddito era riuscito a mantenere fino ad allora una vita familiare dignitosa. La perdita del lavoro può far crollare ogni certezza. Il rischio, anche nella nostra provincia, è che le famiglie cadano in una difficoltà economica non più contingente e transitoria, ma permanente e senza facili vie di uscita. A Pistoia le richiste di aiuto raccolte dai centri di ascolto e di assistenza della Caritas sono state nel 2010 circa 1700. Di queste, il 70% coinvolgono intere famiglie. «L'improvvisa perdita del lavoro, l'incapacità di affrontare, a causa ad esempio di impieghi precari, le spese della famiglia, un'improvvisa malattia, la separazione dei coniugi e la disgregazione del nucleo di affetti sono - spiega Marcello Suppressa, direttore della Caritas diocesana di Pistoia - le cause più frequenti dell'impoverimento delle famiglie. La Caritas era attrezzata per i casi di povertà estrema con il conferimento di cibo e vestiario, ma adesso ci troviamo a fare fronte a nuove esigenze: le famiglie italiane hanno raggiunto quelle straniere e ad essere colpito adesso è anche il ceto medio. Per questo abbiamo istituito con Acli e Misericordia il fondo di solidarietà famiglia-lavoro che, a partire dal 2009, ha già seguito 120 famiglie erogando circa 280mila euro in tutto». Allo spaccio della solidarietà della Misericordia l'anno scorso sono stati distribuiti ogni mese circa 160 pacchi alimentari «Si tratta quindi di circa 500 persone al mese - spiega il responsabile Enrico Gasperini -. Quest'anno ci attestiamo sulle 80-100 forniture in più rispetto all'anno scorso: ciò significa sia che sono aumentate le persone, sia che è aumentata la frequenza con cui le persone vengono da noi. Gli italiani sono circa il 45% del totale e sono molti anche gli anziani che hanno pensioni minime. Allo spaccio della solidarietà facciamo anche buoni per medicinali, ticket sanitari e bombole del gas: nei primi 7 mesi dell'anno abbiamo già erogato 6000 euro in buoni». Sulla Piana le sorti delle famiglie sono legate a doppio filo alla crisi del lavoro e all'andamento dei settori del tessile e del mobile. Su Agliana ci sono, seppur timidi, alcuni segnali di ripresa dovuti alla momentanea ripresa del settore tessile, mentre a Quarrata il livello di disoccupazione è altissimo, con, a fine 2010, un abitante su nove iscritto allo stato di disoccupazione.
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